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Se il Pd aspira al "potere per il potere" è inevitabile che emerga un deficit culturale dei suoi dirigenti

Caro direttore, dopo la grossa gaffe di Patrizia Prestipino (responsabile del nuovo Dipartimento Animali del Partito Democratico) che si è augurata la continuazione della nostra razza Michele Serra ha sottolineato l’impressionante deficit culturale della nuova classe dirigente mentre Fabrizio Barca ha dichiarato che nulla avviene  a caso perché Patrizia Prestipino era segretaria di un circolo Pd romano che fu considerato un circolo votato al “potere per il potere”. Il problema, però, è che Barca fu incaricato dal Pd nazionale di fare una ricognizione del Pd romano dopo lo scoppio dello scandalo di “Mafia capitale” e che adesso Patrizia Prestipino è una dirigente nazionale del Pd. Quindi la Prestipino è tutto meno che un corpo estraneo al Pd. In realtà il deficit culturale è di tutto il Pd perché è intrinseco alla natura del “renzismo” aspirare al “potere per il potere” alleandosi con la destra o la sinistra a seconda della convenienza. E si sa che potere e cultura non vanno molto d’accordo.   

Cordiali saluti

Franco Pelella 

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