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Pagani. Se la sinistra vuole governare va riproposta l'esperienza dell'Ulivo

Caro direttore, il Partito Democratico è diventata una forza politica di centro (non di destra) perché i suoi massimi dirigenti (ma anche i suoi elettori) non si pongono particolari problemi ad allearsi, a seconda dei casi, con la sinistra o con la destra. In questo momento abbiamo la situazione paradossale di un Pd che a livello locale sia allea con la sinistra, a livello parlamentare lotta per i diritti civili e a livello di segreteria nazionale prefigura un’alleanza con Berlusconi. Dato, quindi, che non si può semplicemente attribuire il Pd alla destra si pone il problema, per la sinistra radicale, di elaborare un progetto politico per il governo del Paese che comprenda anche il Pd. Ciò vuol dire, innanzitutto, che bisogna elaborare un programma che contesti le scelte sbagliate del Pd (i voucher, la buona scuola, il jos act, ecc. ecc.) ma che non sia completamento alternativo al programma del Pd. Ma vuol dire anche che se si vuole che il leader di questo schieramento politico non sia Matteo Renzi il leader non deve essere neanche una persona molto lontana da Renzi. Per questo motivo sarebbe giusto che il leader sia Giuliano Pisapia, un politico vicino al Pd ma che da parecchio sta insistendo sulla necessità di avere una sinistra unita. In definitiva credo che lo sforzo che tutti dovrebbero fare è quello di riproporre l’esperienza dell’Ulivo che (pur essendo anche stata caratterizzata da errori politici) ha consentito sia di sconfiggere Berlusconi sia di far governare per parecchi anni le forze politiche del centro-sinistra.

Cordiali saluti

Franco Pelella 

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