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Solofra. Indennità e detersivi. Meglio 2 fustini o il Dash? Meglio € 3.381,50 o € 2.705,20?

La vicenda delle indennità degli amministratori dell’Asi di Avellino, è più “omertosa” che vergognosa: ci sono volute più istanze amministrative, diversi esposti alla Procura della Repubblica di Avellino e vari articoli di giornale (Orticalab: «Indennità all’Asi, meccanismi che le regolano» di Lucio Fierro; «Le brutte vicende dell’ASI» dell’arch. Claudio Rossano), per rompere il muro di gomma dietro il quale l’Asi di Avellino “occultava” i compensi dei suoi amministratori.

Quanto a «trasparenza», l’Asi di Avellino è iconograficamente rappresentabile con le famose tre scimmiette: una non vede, una non sente e l’altra non parla!

Nel 2015, il compenso degli amministratori del Consorzio Asi è stato adeguato alle indennità degli amministratori del Comune di Avellino. Ma dagli atti, l’algebrica riduzione non si evince: il termine “adeguamento” di per se non indica riduzione se non è accompagnato dalla indicazione del maggiore valore iniziale e del minore valore finale. L’incarico all’Asi, poi, per statuto (art. 11), può durare anche più di cinque anni: è possibile la riconferma “solo” per un ulteriore quinquennio!

Colui che “non accetta lezioni di moralità”, ha sempre, distrattamente (?), «dimenticato» di rendere pubblica l’indennità del vice Presidente dell’Asi, che è pari ad euro 3.381,50 lordi mensili: maggiore di ben 676,30 euro rispetto all’indennità del Sindaco di Solofra (€ 2.705,20).

È vero che l’incremento mensile lordo è stato di “appena” il 25%, ma “grande” è stato il sacrificio morale.

Negli anni ’70 l’attore Paolo Ferrari, nella pubblicità del Dash, diceva alle signore: «Signora, mi prendo il suo Dash ed in cambio le offro due fustini ...accetta?»

Le signore, per obblighi pubblicitari, erano costrette a rinunciare al vantaggioso raddoppio.

Oggi, per obblighi politici, il moralista, è “costretto” ad accettare una indennità maggiorata solo del 25%!

Si potrebbe dire: «Du gust is megl’ che uan», come per il gelato maxibon. Ma occorre essere precisi, ed allora è più giusto dire: «1,25 gust is megl’ che uan»!

È vero, la trasparenza richiede tanta luce, per esempio: sulla ineleggibilità degli amministratori all’Asi; sul perché e sui costi degli affidamenti cooperativi plurimi (annui € 158 mila circa) e delle plurime proroghe; sul plurimo rinnovo (siamo già a tre anni!) dei tantissimi membri suo “staff  interinale” (annui € 300 mila circa); sull’uso di lavoratori in nero scoperti, sui mezzi e nelle strutture comunali, a gennaio 2013; sui costi reali a consuntivo del servizio raccolta rifiuti 2012/2013/2014; sul debito di euro 2.134.546,10 accumulato nei confronti di Irpiniambiente in due anni di gestione ordinaria  e mai smentito; sulle violazioni ambientali dell’infopoint Scorza; sui danni causati alla città (circa € 3,4 milioni) con la sciagurata “priorità” (o baratto?) data al parcheggio interrato; sugli sconti tariffari del 50% sull’acqua potabile fornita ai conciatori, pagati dai cittadini …e, già che ci siamo, sulla omessa pubblicazione degli atti delle partecipate Irno Service spa e CoDiSo spa; sui recenti ingenti  pagamenti, con “sconto transattivo obbligatorio”, effettuati ”segretamente” dal  CoDiSo spa senza seguire alcun ordine di protocollo!  

Da tre anni, colui che “non accetta lezioni di moralità”, minaccia di rendere pubblici i conti per dimostrare l’esistenza di DEBITI FUORI BILANCIO. Finora però ...nisba!

Forse, li deve ancora censire?

Oppure li ha già censiti, sa a quanto ammontano, ma non lo ha detto a nessuno? Se fosse così, avrebbe anche omesso di indicarli nei bilanci che lui stesso ha approvato?

Ma carta canta: nella delibera C.C. n° 55 del 29 novembre 2012, il moralista, ha detto espressamente che «non risultano debiti fuori bilancio», e, addirittura, che v’è un attivo di euro 74.814,91!

Da tre anni, colui che “non accetta lezioni di moralità”, lamenta che “il Comune non ha potuto stipulare mutui per nuove opere perché ci sono i debiti e la capacità di indebitamento è pari a zero”.

Ma anche le pietre sanno che gli Enti Locali potevano, e, possono, stipulare nuovi mutui nel limite di indebitamento determinato dal PATTO DI STABILITÀ (art. 204 TUEL Regole particolari per l'assunzione di mutui): per gli anni dal 2012 al 2014, il limite era dell'8% delle voci di entrata 1, 2 e 3 del bilancio el Comune di Solofra (pari ad € 8,4 milioni circa), mentre, a decorrere dal 2015, è del 10%. 

Per la cronaca, dal 2012 al 2014 si sarebbero potuto stipulare, per ogni singolo anno, nuovi mutui per € 640 mila circa (8% di € 8,4 milioni), nel 2015, invece, nuovi mutui per € 840 mila circa (10% di € 8,4 milioni).

Non aver realizzato nuove opere è dipeso non dal patto di stabilità, ma dalla capacità politica del moralista di fare progetti, che si è dimostrata pari a zero: zero, infatti, sono i mutui stipulati!

In questi anni nessuno ha impedito a colui che “non accetta lezioni di moralità”, di «lavorare» : egli ha sempre operato pro domo sua, il mandato ormai è finito e mai nessuno dimenticherà il nesso (baratto?) tra 3,5 milioni di euro “buttati” per un parcheggio interrato e un incarico all’Asi!

mariomartucci

 

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