E' assurdo criticare la politica della Germania nei confronti dell'immigrazione
Caro direttore, il giornalista Marco Bascetta, a proposito della decisione della Germania di sospendere il regolamento di Dublino e di accogliere i profughi siriana, ha scritto che “La Germania apre le porte ai soli siriani, considerati la punta dell’iceberg «umanitario». Così facendo propone un modello che di morale non ha proprio nulla. Se anche si assumesse come solo motivo di legittima fuga la guerra guerreggiata, in che cosa si distinguerebbe chi fugge da Mosul da chi fugge da Aleppo, da Kandahar o dallo Yemen? Se il «paradigma siriano» può alleggerire una contingenza esso introduce tuttavia una delirante tassonomia dei migranti, suscettibile di continue partizioni: profughi di guerra (da suddividere sulla base di un qualche indice bellico?), rifugiati politici (da ripartire secondo un diagramma della repressione?), rifugiati climatici (da individuare sulle statistiche meteo?), perseguitati religiosi (da definire secondo una misura della libertà di culto?), migranti economici (tanto peggio per loro)” (Le invasioni barbariche; Il Manifesto, 28/8/2015)..
Non sono d’accordo. La mia opinione è che la Germania ha preso una decisione di non poco conto, una decisione che comporta l’impegno di accogliere un numero di immigrati molto grande. Il mese scorso l'Unhcr, l'agenzia Onu per i riifugiati, ha reso noto che sono più di quattro milioni i profughi siriani che hanno abbandonato il loro paese a causa di un conflitto che prosegue ormai senza interruzioni dai primi mesi del 2011. Pochi giorni fa, inoltre, i dirigenti tedeschi hanno annunciato di aver rivisto a 800 mila la stima delle domande d’asilo del 2015, un terzo in più rispetto al 2014. Si tratta di un grosso impegno umanitario, un vero e proprio modello morale. Quantunque fosse vero, come scrive Bascetta, che una decisione del genere esclude gli altri profughi di guerra, i rifugiati politici, i rifugiati climatici, i perseguitati religiosi e i migranti economici quale colpe si possono attribuire alla Germania? Non si può certamente pretendere che un solo Paese europeo, malgrado sia il Paese più ricco, accolga la grande massa di immigrati che si sta riversando in Europa. Mi sembra inevitabile che a questo punto la palla passa nel campo degli altri Paesi europei. Sono loro che devono assumersi le loro responsabilità.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)