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Montoro. Tetracloroetilene in falda non solo un problema ambientale, ma anche occupazionale.

Nel silenzio assoluto dell’Amministrazione Bianchino, assuefatta da una crisi che morde fin nel midollo il sistema economico-imprenditoriale ed occupazionale del nostro comprensorio, la rinomata e storica azienda agroalimentare di produzione di pomodori pelati di Montoro quest’anno non ha aperto i cancelli dello stabilimento di Borgo, numerose  famiglie  hanno perso una fetta di reddito molto importante per il bilancio familiare, impiegati e operai specializzati sentono il peso e la preoccupazione per il mancato avvio delle attività di trasformazione di pomodori per la stagione 2015,  inquietudine per  i titolari della società che da decenni hanno dedicato energie ed investimenti per ottenere un ottimo prodotto da consegnare sulle tavole degli affezionati clienti e consumatori.

 

La presenza di  tetracloroetilene  in falda, stavolta, non rappresenta solo un  problema ambientale, a questo disastro si associa  la perdita di lavoro,  quest’anno tanti lavoratori in particolare le donne di Montoro e giovani  impegnati in attività  lavorativa stagionale  resteranno a casa.

 

In data 8 luglio la società LINDA BRAND S.r.l di ALFANO Giovanni & Figli, in persona dei legali rappresentanti ha protocollato al Comune di Montoro il ricorso presentato al TAR CAMPANIA – Sezione di SALERNO avverso e per l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento n. 30897 prot. del 05.05.2015, con il quale la Provincia di Avellino aveva comunicato tra l’altro che “la derivazione del pozzo della Società Lina Brand è da intendersi sospesa in attesa dell’attivazione della procedura ambientale prevista ovvero del rientro della contaminazione” e dell’ordinanza n. 99 del 21.05.2015, con la quale il Sindaco del Comune di Montoro aveva ordinato nuovamente ai sensi degli artt. 50 e 54 D.Lgs. n. 267/200 “ad horas il divieto assoluto di utilizzare per qualsiasi scopo il pozzo”, e di tutti gli atti presupposti, connessi, collegati e consequenziali, nonché per l’accertamento dell’obbligo dei resistenti, in relazione alla comunicazione della ricorrente ex art. 245 del D. Lgs. 152/2006, di valutare nel merito “la possibilità tecnica di utilizzazione delle acque emunte nei cicli produttivi in esercizio nel sito” e comunque l’idoneità  tecnica del trattamento depurativo predisposto dalla ricorrente ai fini della “immissione di acque emunte in fognatura”, come prescritto dall’art. 243, comma 3, D.Lgs. 152/2006 e, per l’effetto, revocare la sospensione disposta con i provvedimenti impugnati.

 

Gli unici atti partoriti dalla Giunta Bianchino, sono l’ordinanza di chiusura del pozzo per contaminazione da tetracloroetilene  su disposizione della Provincia di Avellino e la delibera di  non costituzione in giudizio da parte del Comune contro il ricorso presentato al TAR dall’Impresa. Che grande sforzo!!!!

 

Siamo di fronte ad un attività del tutto insufficiente da parte del Comune rispetto al totale blocco dello stabilimento Lina Brand.  Nessuna iniziativa a sostegno dell’impresa è stata intrapresa dalla Giunta Comunale  per consentire l’avvio dell’ attività produttiva, compresa una fornitura idrica alternativa o oltre soluzioni che potevano essere concordate e studiate con i titolari della società montorese pur di evitare lo stato di crisi. Questo è un Ferragosto molto amaro per i lavoratori e titolari di questa impresa.

 

L’ azioni  poste in essere  nei tavoli tecnici amministrativi più variegati,   ad oggi,  non hanno prodotto soluzioni  e la cosa più grave  non hanno ottenuto il  benestare dagli Enti di livello superiore. Il problema della carenza idrica e dell’inquinamento della falda sono in una fase di stallo assoluto, le anticipazioni fornite dal Sindaco Banchino circa l’avvio  di emungimenti dai pozzi incriminati di Chiusa e Sant’Eustachio, sono state immediatamente contrastate dal competente settore regionale che ha vietato “immissione di acque emunte in fognatura”, il tanto annunciato piano di caratterizzazione delle  aree contaminate non ha la totale copertura finanziaria, la bonifica della falda non può avere inizio senza l’esito dei risultati degli studi,  senza ingenti risorse finanziare da parte delle Regione Campania non c’è da essere per niente ottimisti.

 

A tutto ciò si aggiunga che i cittadini montoresi pagano regolarmente le bollette e con molta pazienza sopportano i disservizi alimentati dalla scarsa erogazione idrica o la continua interruzione del servizio.

 

Avv.Raffaele Citro

Consigliere Comunale Montoro

Responsabile Locale Fratelli d’Italia AN

 

 

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