Gioia si dimette dalla carica di coordinatore del Comitato pro Serino
Il sottoscritto Alessandro Gioia ha ritenuto opportuno dimettersi dalla carica
di coordinatore politico non perché non condivide la linea progettuale del
comitato,
egli ha espresso la facoltà di dimettersi per un motivo semplice e palese, a
Serino non si sta facendo affatto politica:
Tale carica è espressione verso l'esterno e dovrebbe cercare un dialogo con le
altre forze, che al momento non c’è.
Da anni si sta cercando di portare avanti una linea progettuale che
puntualmente cade nel silenzio e nell'oblio
perché dinanzi c’è un muro e questo non giova a nessuno. Uno dei tanti esempi
è il museo per non vedenti a Canale, nulla si è mosso, una delle tante
opportunità perse per il territorio.
Mi rivolgo soprattutto ai giovani della maggioranza , come si può rimanere
inermi e in silenzio dinanzi alle cose che non si muovono, dinanzi
all'isolamento che ci pervade e ci umilia,
molti se ne stanno andando, hanno lasciato il paese in un silenzio quasi
tombale, i vostri migliori anni risulteranno politicamente inutili.
Vi abbiamo sollecitato più volte nel fare qualcosa per il paese, un qualcosa
che fosse trasversale alle logiche di appartenenza politiche,
ma ho più volte constatato il vostro atteggiamento di chiusura. Mi sono
dimesso da coordinatore politico perché la politica nel nostro paese, è in
lutto.
Se non mi fossi dimesso avrei dovuto portare una fascia nera al braccio. Noi
del Comitato Pro Serino le divergenze le abbiamo sempre risolte con la massima
trasparenza,
e a volte le abbiamo superate e affrontate alla luce del sole, ma le mie
dimissioni di coordinatore non significano affatto dimissioni dal comitato pro
serino,
perché tale scelta è stata meditata per aprire una nuova strada fatta di
coesione e di nuova progettazione prima che il territorio collassi
definitivamente.
Qui non si tratta di avere la bacchetta magica, ma se altri paesi riescono,
nonostante il periodo di crisi, ad essere innovatori, noi dovremmo seguirne l’
esempio.
Restiamo invece fermi, e questo fa male. Il nostro territorio ha forti
potenzialità che in tutti questi anni nessuna delle amministrazioni è riuscito
a valorizzare.
Noi vogliamo iniziare un’altra strada, la partecipazione popolare attraverso
le istanze, le petizioni, i referendum, sempre che l’attuale maggioranza non ci
impedisca di farlo.
Saranno i Cittadini, i COORDINATORI POLITICI, non del Comitato, ma di loro
stessi. Molte proposte saranno presentate direttamente dai cittadini.
Chi erroneamente crede che non ci sia unità, si sbaglia, abbiamo un obiettivo
comune: migliorare lo stato delle cose partendo dal basso,
e non ci saranno cariche che tengano quando a decidere su questioni che
riguardano il territorio, saranno gli stessi cittadini.
Alessandro Gioia