Caro professor Salvati, la destra vince solo se si spacca il centrosinistra
Caro direttore, l’economista e politologo Michele Salvati ha riflettuto sul ruolo del centrodestra nella situazione politica attuale (Il centrodestra dei moderati che può far bene alla sinistra; Corriere della Sera, 25/6/2015). Riferendosi alle recenti elezioni regionali egli ha scritto che: “Le elezioni hanno confermato che il centrodestra esiste e che, quando si unisce e presenta un candidato moderato e attraente, ha buone probabilità di vittoria, specie se lo schieramento avverso ne presenta uno percepito come estremo: questa è la lezione del ballottaggio di Venezia, che fa giustizia dei timori sul «partito della nazione», sul «partito pigliatutto» di Matteo Renzi”. Non sono d’accordo. La mia opinione è che in questo momento la destra è molto frammentata; per questo motivo essa non è un’alternativa credibile ad una forza di governo come il centrosinistra. Esso però può vincere nelle elezioni amministrative, ma alla sola condizione che il centrosinistra si spacchi. In questo caso la destra vince sia se il candidato del centrosinistra è percepito come estremista sia se esso è un moderato. Perché la grossa novità delle recenti elezioni, secondo me, è che gli oppositori dei renziani, che spesso sono in minoranza anche nelle sezioni territoriali del Pd, non hanno più grossi problemi ad allearsi con la destra pur di contrapporsi ai detentori del potere. Evidentemente lo scontro interno al Pd è giunto ad un punto tale che diventano possibili anche atti politici che in passato non lo erano.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)