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Duello a distanza tra Lissa e Lettieri ……i problemi rimangono !

Egregio  Direttore di “ Solofra oggi”, desidero ringraziarLa dell’ottimo lavoro di  coordinamento della Sua testata, che si conferma, sempre più, aperta al leale e costruttivo confronto  d’idee, specialmente sui fatti e sulle problematiche del Comprensorio Serinese-Solofrano-Montorese, dando voce a tutti anche attraverso il sito on line, che seguo puntualmente.

A tal proposito, vorrei soffermarmi sul botta e risposta tra il ch.mo prof. Lissa e il dottor Eugenio Lettieri, entrambi dotati di una dialettica stringente e di una vis polemica non indifferente, il che rappresenta, del resto, il sale della democrazia, in virtù del diritto costituzionale alla libera manifestazione del pensiero, pur sempre nei limiti della verità e con la possibilità di replicare agli interlocutori.

Orbene, premesso  che  il concetto di democrazia è antitetico a quello di prevaricazione, il rispetto  della dignità personale   rappresenta, a mio  sommesso avviso, un limite invalicabile.

Dentro tale cornice, mi sembra  di poter condividere, in gran parte, i giudizi formulati dal prof. Lissa, ma con una puntualizzazione emergente dalla replica, in punta di fioretto, da parte dello stimato  medico solofrano, che conosco da anni e che non mi ha, mai, dato adito di essere  animato da  uno spirito e da una condotta riconducibili al neo-fascismo.

Certamente, nessuno conosce il vissuto interiore, ma   vanno riconosciute al dottor Lettieri doti di onestà e pacatezza, che lo riconducono nell’area della destra sociale cattolica, il che non rappresenta, sempre a mio parere, una  “ deminutio capitis”, bensì un motivo di sano orgoglio.

Volendo concludere tali umili riflessioni, mi preme ricordare l’impegno profuso dal Lettieri, anche a difesa dell’Ospedale “ Landolfi”, minacciato, di ora in ora, di essere smantellato, come si evince dai resoconti pubblicati   anche dal predetto sito.

In definitiva, più che di centro, destra e sinistra (categorie politiche in via di rinnovamento, se non d’estinzione), quel che conta dovrebb’essere  l’impegno politico per il “bene comune”.

Altrimenti, la stessa cultura - come soleva ripetere il compianto  classicista prof. Saverio Staffa - si ridurrebbe ad un “ guscio vuoto”, tanto da far incancrenire i problemi, che assillano anche il nostro Comprensorio, impedendo, altresì, di guardare oltre il proprio “ orticello” o, se vogliamo, le proprie convinzioni.

Grazie dell’ospitalità !

                                                                                                    P. Q. R.

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