Pagani. … chiusura degli “ospedali psichiatrici giudiziari"
Caro direttore, l’antropologo Antonello Ciccozzi ha dedicato un articolo alla chiusura degli ospedali psichiatrici (Chiusura degli ospedali psichiatrici e buonismo: un pazzo assassino non è come un ‘ladro di pere’; Il Fatto Quotidiano.it, 31/3/2015). Secondo lui: 1) Il buonismo esiste come visione del mondo manichea che, facendo proprio l’assioma rousseauiano per cui l’uomo nasce buono e la società lo corrompe, non ammette che il male possa venire dalle persone, dal “basso”, ma lo colloca, solo e sempre, verso l’“alto” delle istituzioni. 2) Un esempio attuale di come il buonismo si traduce in prassi sociale sta nell’imposizione della chiusura degli “ospedali psichiatrici giudiziari” (Opg), e nella loro sostituzione con delle “residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentive” (Rems). 3) Qui il buonismo è un paraocchi ideologico che prescrive di vedere, con lo sguardo della pietas, solo quelle deboli umanità, inducendoci a ignorare che lì dentro c’è, stando ai dati, un 66% di esseri (dis)umani, dichiarati dai tribunali socialmente pericolosi; mostri che hanno esercitato follemente violenza sulle vite del loro prossimo: metà per omicidio o tentato omicidio, metà per lesioni e maltrattamenti. 4) Così seguitiamo inavvertitamente a concimare la nefasta idea dell’umanizzazione del mostro, l’illusione che si possa essere riabilitati, rieducati da qualsiasi crimine, anche il più orrendo, accostando uno che stupra e massacra un bambino a uno che ruba una pera. 5) In ciò si vede la cifra di una società impazzita, che ancora una volta s’illude di poter superare l’eccesso coercitivo dei manicomi con l’eccesso illusorio del pensare di poter abolire la follia con delle leggi.
Sono pienamente d’accordo con Antonello Ciccozzi. La sua mi sembra una positiva presa di posizione da parte di uno studioso di sinistra dopo che per molti decenni la sinistra ha generalmente avuto una atteggiamento preconcetto antimanicomiale, arrivando a rifiutare l’esistenza della malattia mentale. In questa battaglia ideologica hanno avuto un ruolo di primo piano associazioni come Psichiatria Democratica e uno psichiatra come Franco Basaglia. Essi, tra l’altro, hanno avuto come bersaglio preferito Cesare Lombroso, il fondatore dell’Antropologia Criminale e promotore dei Manicomi Criminali (poi denominati Ospedali Psichiatrico Giudiziari), negando qualsiasi validità all’idea di fondo di Lombroso che esistono uomini e donne che non possono essere definiti né semplicemente pazzi né semplicemente criminali ma “pazzi criminali” e che essi andavano ospitati in strutture specificamente attrezzate che potessero contemporaneamente curarli e custodirli. Sono particolarmente d’accordo con la critica che Antonello Ciccozzi fa del buonismo, dell’atteggiamento secondo il quale il male sta sempre in alto (nelle istituzioni) e ma in basso (nella società). E’ questo il motivo per il quale quando si parla, ad esempio, del Mezzogiorno sono personalmente critico verso coloro i quali se la prendono solo con la classe dirigente senza rendersi conto che nel Sud il degrado è diffuso in tutta la società perché essa è caratterizzata da una grave carenza di senso civico e di capitale sociale. Ciò fa sì che non sono neanche totalmente d’accordo con gli studiosi più acuti del Mezzogiorno, come lo storico Emanuele Felice, quando attribuiscono tutti i mali del Sud alla cronica (e storica) incapacità della classe dirigente di svolgere un ruolo positivo.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)