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Un voto per Cozzolino

Ormai, è certo: le elezioni primarie, per la designazione del prossimo candidato democratico e di Centro-Sinistra per la Presidenza della Regione Campania, si terranno regolarmente domenica 1 marzo.

Salvo sorprese dell’ultima ora, i candidati saranno i cinque ben noti - da tempo - alla pubblica opinione, fra i quali spiccano i nomi dei tre contendenti del PD: Cozzolino, De Luca e Migliore.

Già in precedenti articoli, abbiamo espresso il nostro convinto sostegno alla candidatura dell’europarlamentare napoletano, che riteniamo più rispondente di altri al profilo dell’incarico, che andrà ad assumere il vincitore delle elezioni di maggio.

Crediamo, infatti, che la capacità di mediazione e di dialogo, posseduta da Cozzolino, costituisca una virtù per chi dovrà governare la Regione più affascinante, ma anche più complessa dell’intero Meridione, per cui tali qualità non potranno non illuminarlo nel difficile cammino di avvicinamento, dapprima, all’elezione e, poi, alla guida di un Ente difficilissimo, come è quello che è stato configurato, anche, per effetto della riforma del Titolo V della Costituzione.

Il prossimo Presidente della Regione Campania, innanzitutto, dovrà tenere unito il suo partito, visto che, dopo le primarie del 1 marzo, inizierà la battaglia decisiva in vista del voto del prossimo mese di maggio, per cui l’eventuale elezione, in occasione delle primarie, di un candidato divisivo non potrà che indebolire il PD ed il Centro-Sinistra in proiezione futura.

Chi scrive, ha partecipato fattivamente all’elaborazione del programma di Cozzolino: esperienza invero affascinante, da cui è emersa, ulteriormente, l’attenzione che l’europarlamentare sa rivolgere a chi possiede nozioni specialistiche nei rispettivi settori di competenza, a dimostrazione che il suo lavoro, svolto finora, è il frutto della collaborazione di menti pensanti raffinate, che invero continueranno ad offrire suggerimenti e consigli, quando Cozzolino sarà – auspicabilmente – il futuro Presidente della Regione.

I toni bassi e pacati, che hanno caratterizzato la campagna per le primarie, bene rappresentano l’indole di chi aspira a governare i nostri territori, privilegiando il dialogo e gli strumenti giusti della persuasione, contrariamente ad altri che, invece, preferiscono - sovente - un tono di voce ben più alto e roboante.

Ora, il dado è tratto.

Ogni altra riflessione sarebbe superflua, per cui, nelle ore, che precedono immediatamente il voto di domenica prossima, amici e supporters di Cozzolino dovranno, unicamente, persuadere gli ultimi indecisi a votare in favore dell’europarlamentare, nell’auspicio che le primarie - tanto temute e per troppo tempo differite - potranno essere un’autentica festa di democrazia, in occasione della quale si cementerà un’alleanza salda e virtuosa, tesa a riconquistare Palazzo Santa Lucia dopo cinque anni di governo di una Destra, che, tuttora al potere in Campania, non ha più interlocutori né a Roma, né a Strasburgo dopo la liquidazione a livello nazionale, di fatto, dell’esperienza politica del berlusconismo e del Centro-Destra.

 

 

 

 

Rosario Pesce

 

 

 

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