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NATALE 2014

Caro Gesù, mio Re divino,
come siamo abili a trovare alibi
per evitare l’incontro con chi soffre!
All’inizio…invasioni di solidarietà.
Dopo…evasioni, con tante scuse:
 
“Ho vari impegni. Non ho tempo.
Fargli visita: di mattina, è presto.
Di pomeriggio, riposa. Di sera, è tardi”.
Qualche telefonata
e “Come sta? mi dispiace”
ai parenti incontrati per strada.
 
Siamo intrappolati, purtroppo, in una ragnatela di
«forse, perché, chissà, ma come,
ma quando, però, magari»,
 
Intanto la sofferenza si tinge
di grigia solitudine.
 
Caro Gesù, per questo Natale,
aiutaci a liberarci dai lacci delle formalità.
Aiutaci a recuperare la grammatica degli affetti.
Aiutaci a uscire da noi stessi,
per andare incontro all’altro
con il sorriso natalizio,
lo sguardo luminoso
e l’abbraccio caloroso.
Solo così potremo costruire
reti non solo virtuali,
ma soprattutto reali,
per ridare speranza alla vita.
 
Teresa Armenti
 

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