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Tempo Ordinario: Domenica XX dell’Anno A (2025-26).

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo Ordinario: Domenica XX dell’Anno A (2025-26)

Letture bibliche: Is 56,1.6-7;  Sal 66/67; Rm 11,13-15.29-32; Mt 15,21-28

Introduzione. (a) Paolo proclama: Dio… ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti! (32). Tutti siamo peccatori e abbiamo bisogno del perdono di Dio; chiediamolo all’inizio della celebrazione. (b) Isaia preannuncia la misericordia di Dio e il dono della Sua salvezza per gli Ebrei e i pagani; Matteo ce ne offre l’esempio nella liberazione della figlia della cananea, una pagana; Romani conferma questa volontà universale di salvezza di Dio.

I – (a) Dio per mezzo del profeta, invita tutti a fare la Sua volontà: Osservate il diritto e… la giustizia, ciò che è giusto e rende l'uomo giusto ai Suoi occhi, perché Egli sta per venire e per rivelarsi con la Sua offerta di salvezza (1). Questo invito vale sempre perché sempre Dio viene ed è presente e offre la salvezza. Dio ha dato per questo la Sua legge dell'amore a Dio e al prossimo e dobbiamo rispettarla. (b) Una parola speciale e inusuale di salvezza viene rivolta ai non ebrei, cioè Gli stranieri, che per mezzo della predicazione hanno conosciuto il Dio vero e hanno aderito con la fede al Signore, e si sono impegnati ad amare il nome del Signore e a servirlo ed essere suoi servi; se essi restano fermi nella mia alleanza e si guardano dal profanare il sabato (6), Dio promette loro la salvezza: li condurrò sul mio monte santo, alla Città santa e al Suo Tempio, e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera, rivolta a Lui ed esaudita. Persino I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli (7). Questo si realizzerà pienamente nel NT: tutti coloro che praticano la fede, la speranza e la carità e quindi conoscono, amano e servono Dio, il Dio unico e vero, quale che sia la loro razza, nazionalità, classe sociale, ecc., Dio li salverà per  mezzo di Cristo, vero Tempio, e li porterà alla Gerusalemme e al Tempio celesti, che è Dio e Cristo. Chiediamo che queste parole, che sono per i non ebrei, per noi, si realizzino secondo il desiderio di Dio per ciascuno di noi e per tutti i popoli.

II - 1. (a) Nel Vangelo di oggi vediamo una realizzazione di questa profezia. Una donna cananea, cioè non ebrea e pagana, originaria della Fenicia (22), si presentò a Gesù, che era  Partito di là, dalla Galilea o dintorni, e si era ritirato verso la zona di Tiro e di Sidone (21), sottraendosi agli attacchi sempre più violenti dei capi religiosi ebrei. La donna si mise a gridare, forse da lontano, la sua sofferenza: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio», mostrando tutto il suo desiderio di vedere lei liberata e finite le sofferenze di entrambe. Ma egli non le rivolse neppure una parola (22). La donna trovò un aiuto inaspettato negli Apostoli, che sono in compagnia di Gesù: Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!» (23). Egli rispose velatamente negativo: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele» (24), dando come motivo il limite della Sua missione agli Ebrei, allontanatisi da Dio. La donna riuscì ad avvicinarsi a Gesù, si prostrò dinanzi a lui e Lo pregò: «Signore, aiutami(25); la risposta di Gesù, stavolta, fu esplicitamente negativa e anche un po’ offensiva: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini» (26), perché gli Ebrei per disprezzo chiamavano cani i pagani; ma Gesù addolcì il termine e le diede un aggancio per chiedere di nuovo la grazia: «È vero, Signore,… eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni» (27). La donna è fortemente motivata nel pregare e persevera finché non viene esaudita secondo la sua richiesta: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita (28). Ha dovuto formulare la sua preghiera ben 4 volte prima di essere esaudita, superando prima il silenzio di Gesù: Ma egli non le rivolse neppure una parola (23), poi la risposta negativa, e poi anche la dura affermazione, anche se addolcita (26), che presta alla donna l'aggancio per insistere (27). (b) In sostanza la donna pensa: “Tu, perché sei onnisciente, sai il fortissimo bisogno di mia figlia e la grandissima sofferenza sua e mia di madre; tu mi puoi esaudire per la tua potenza; lo vuoi per la tua bontà e sai farlo per la tua sapienza infinite. I motivi per non esaudirmi, che hai “accampati”: il limite della tua missione, la precedenza per i bisogni dei figli rispetto agli animali domestici, non le penso ragioni sufficienti. E perciò insisto”. I vari no di Gesù, espressi con silenzio e parole, non la scoraggiano proprio perché è fortemente motivata dal desiderio di ottenere la grazia per la figlia e per sé, ed è perseverante per il sostegno, che le viene dalla sua della fede. Mentre Gesù non la esaudiva, le stava già facendo un'altra grazia: quella di praticare e crescere nella fede e nella speranza e affidamento a Dio. (c) Così deve essere la nostra preghiera: dobbiamo sentire fortemente il nostro bisogno, che diventa una motivazione per pregare, ed essere perseveranti; e infine è necessario lasciarci guidare dalla fede nell’onnipotenza e dalla speranza nella bontà di Gesù, che ci ama e ci vuole accontentare, se è volontà di Dio. Se Dio non esaudisce subito la preghiera o non ci fa la grazia desiderata, ci fa altre grazie più importanti e urgenti rispetto alla nostra richiesta; se non ci accontenta secondo la nostra richiesta, ci fa altre grazie che Egli sa che per noi sono più importanti; pensiamo a quando la madre di Giovanni e Giacomo chiese per i figli i primi posti e Gesù diede risposta negativa (Mt 20,20-23): comunque diede a Giacomo la grazia di essere il primo Apostolo a morire martire e a Giovanni di sopravvivere al martirio e di essere l’Apostolo più longevo.

2. Gesù ricorda i limiti della sua missione (24): la precedenza da dare agli ebrei (26), ma sa di essere il salvatore di tutti quelli che credono, aderendo alla Sua Parola. Perciò esaudisce anche la donna non ebrea. Il fatto che Gesù si appelli al limite della sua missione (24.26) ci ricorda un caso analogo: il limite di tempo che Gesù oppone alla richiesta di Sua Madre in occasione delle nozze di Cana (Gv 2,4), ma in entrambi i casi la fede delle due donne (Maria e la cananea), tutte e due madri, che pregano per i figli (adottivi Maria e naturale la cananea), ottiene i due miracoli e quindi l’anticipazione dell’ora. Rivolgiamoci alle preghiere delle madri (cfr. anche la preghiera della madre dei figli di Zebedeo, esaudita ma a modo di Gesù), anche delle nostre madri, ancora di più di Maria, madre nostra celeste.

III – (a) S. Paolo si rivolge ai pagani convertiti di Roma e dichiara loro: A voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, dei pagani, io faccio onore al mio ministero (13), lo fa bene e con impegno, e la sua speranza è di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue, i suoi connazionali, nel vedere i grandi doni di salvezza, offerti da Dio ai pagani con la fede in Cristo e di salvarne alcuni (14) o tutti con la conversione. Egli riflette sul fatto che il rifiuto di tanti Ebrei di aderire a Cristo come popolo è stata l’occasione della riconciliazione del mondo con Dio e si domanda; che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti? (15), una risurrezione dai morti! Paolo riafferma: infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! (29); è un principio assoluto: Dio continua a considerare gli Ebrei suo popolo prediletto e non ha abolito la sua priorità rispetto agli altri popoli; inoltre il popolo ebreo resta destinato a collaborare alla realizzazione del piano divino di salvezza, perché esso ha trasmesso agli altri popoli la promessa di salvezza e l'eredità eterna. (b) Se Dio ama gli Ebrei, anche noi dobbiamo amarli, anche se non sempre possiamo condividere certe scelte dei loro governanti, e dobbiamo pregare per la loro salvezza. (c) Dio non rimangia la vocazione e l'offerta di salvezza: se torniamo a Lui, Egli ci offre tutto di nuovo, come fece con Pietro dopo il rinnegamento e con gli Apostoli dopo l’abbandono; e l’avrebbe fatto anche con Giuda se si fosse pentito. (d0) Paolo spiega ancora ai pagani: voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza (30), degli Ebrei; anch’essi, gli Ebrei, ora sono diventati disobbedienti a motivo, -in occasione” forse sarebbe meglio -, della misericordia da voi ricevuta, da voi pagani, perché anch’essi ottengano misericordia (31) da Dio. In tal modo Dio approfitta della disobbedienza degli Ebrei e dei pagani per salvarli tutti e due per la Sua misericordia: Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza – ha permesso la disobbedienza di tutti -, per essere misericordioso verso tutti! (32). In sostanza, quando l'uomo riconosce il suo stato di peccatore - condizione disperata -, Dio è già pronto con la sua misericordia. Siamo tutti peccatori e tutti saremo salvati esclusivamente per la misericordia di Dio. I nostri peccati non possono essere un impedimento alla nostra salvezza, perché Gesù è già morto per noi; se non mi salvo è per la mancanza di fede, speranza e carità, cioè non credo alla potenza, sapienza e bontà infinite di Dio. Rinnoviamo la nostra fede nella misericordia di Dio e seguiamo il cammino indicato da Gesù per lasciarci salvare.

Pensiero eucaristico. L’Eucarestia è il memoriale della Passione e Morte di Gesù e Lo rende presente col Suo sacrificio universale di salvezza, unico per tutti i tempi e per tutti gli uomini. Per mezzo della fede e della carità ogni uomo deve unirsi a Gesù per potersi giovare del Suo sacrificio, che gli ottiene la salvezza. Preghiamo la Madre Assunta in Cielo e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni e S. Rocco, di saperne approfittare anche noi. (mons. Francesco Spaduzzi)


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