Logo

Triduo Pasquale: Venerdì Santo in Passione Domini (2025-26).

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Triduo Pasquale: Venerdì Santo in Passione Domini (2025-26)

 Letture bibliche: Is 52,13-53,12; Sal 30; Eb 4,14-16; 5,7-9; Gv 18,1-19,42

Introduzione. (a) Isaia ci fa contemplare tanti secoli prima il Messia che soffre e muore: la sua apparente sconfitta è l’inizio della glorificazione. Anche la Lettera agli Ebrei ci fa guardare al Cristo sofferente e ci rivela che la vita del Messia, e particolarmente il periodo della sua Passione, è stato un sacrificio, un esercizio del suo sacerdozio, che continua ora nella gloria del Paradiso. Giovanni ci fa contemplare molti particolari della Passione e Morte di Gesù: il Suo arresto nel Getsemani; l’incontro con Anna, suocero del sommo sacerdote Caifa, e il primo schiaffo che Egli riceve, poi con Caifa e il Sinedrio; il triplice rinnegamento di Pietro; la  consegna di Gesù a Pilato con i vari interrogatori, le sue dichiarazioni di innocenza di Gesù, e i suoi cedimenti di lasciarlo flagellare, coronare di spine e condannarlo alla crocifissione; la crocifissione e la divisione delle vesti fra i soldati; il dono della Madre a Giovanni e a noi come madre; la Sua sete e la dichiarazione: tutto “E’ compiuto”  (30); la morte di Gesù; la trasfissione del Cuore e la sepoltura.

I – (a) Domenica scorsa  riflettemmo che la vita cristiana nasce e si sviluppa facendo memoria e memoriale del Signore, e in particolare della Sua Passione e Morte, per diventarNe memoria vivente. Domenica ci fermammo sul primo punto; ieri, giovedì santo, sul secondo punto; oggi sul terzo. Noi contempliamo Gesù e la Sua vita, specie la Sua Passione e Morte, e pratichiamo fede e speranza e carità in riferimento a Lui; poi Lo incontriamo nei sacramenti, soprattutto nella Riconciliazione e nell’Eucaristia, per avere il Suo Spirito, che solo può farci rassomigliare a Gesù. (b) Sia Giovanni che Isaia e Pietro ci hanno proposto che cosa Cristo ha fatto per noi. Rinnoviamo la nostra fede e amore a Lui; proviamoNe compassione; odiamo il peccato, causa delle Sue sofferenze; abbiamo timore della giustizia di Dio per i nostri peccati; ammiriamo la sapienza e la bontà del Padre e di Gesù; adoriamo la divinità di Gesù anche se nascosta; lodiamoNe l’amore e la pazienza; amiamo Chi tanto ci ha amati; ringraziamoLo; proponiamo di imitare le Sue virtù, praticate in questi misteri; ravviviamo lo zelo per la salvezza del prossimo; offriamoci e dedichiamoci a servirLo e a imitare la Sua obbedienza al Padre; supplichiamoLo che non divenga inutile tanta Sua sofferenza, ma che serva effettivamente a trasformare il nostro cuore e la nostra vita e quella del prossimo: che tutti ci salviamo perché per tutti è morto Cristo. La preghiera dopo l’omelia con le sue dieci intercessioni ci fa entrare nel respiro universale della Chiesa e soprattutto del Cuore di Cristo. Facciamo nostro l’Ho sete (28) di Cristo.

II - (a) Domandiamoci: che cosa ho fatto e sto facendo per Cristo? Nei Lamenti del Signore Lo sentiamo rimproverarci: Popolo mio, che male ti ho fatto?... Io ti ho guidato per quarant’anni nel deserto… e tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore. ... Io per te ho flagellato l’Egitto e i suoi primogeniti e tu mi hai consegnato per esser flagellato, ecc.:  il Verbo di Dio ha fatto tanto per noi, ci ha arricchito di tanti doni e, quando è diventato uomo per la nostra salvezza, noi Lo abbiamo trattato come non si tratterebbe il peggiore dei nemici. (b) Per il futuro che cosa voglio fare? Voglio alimentare la mia unione con Cristo, facendo memoria di Lui mediante la contemplazione fatta con fede e carità; voglio crescere fino alla rassomiglianza sempre più viva con Cristo, facendo memoriale di Lui mediante i sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia, che voglio celebrare con fede e carità, per riceverNe lo Spirito Santo in abbondanza; voglio perfezionare l’identificazione con Cristo, diventandoNe memoria vivente, lasciandomi guidare docilmente dallo Spirito, che mi farà rassomigliare a Cristo nella Sua vita interiore (pensieri, sentimenti, affetti, desideri, disposizioni del Suo Cuore) e nella sua vita esteriore (parole, azioni, omissioni). (c) Diventare conformi all’immagine di Cristo è il piano di Dio su ciascuno di noi: quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli (Rm 8,29), e anche all’immagine del Cristo sofferente: E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero  prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria (Rm 8,17); nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché – ricordiamocene -: anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare (1 Pt 4,13). Ci conformeremo a Cristo, modellando il nostro cuore sul Cuore di Cristo.

III - Anche leggendo soltanto la prima lettura, ci saltano agli occhi alcuni comportamenti di Cristo che dobbiamo imitare. Ne notiamo solo alcuni, pochissimi. (a) Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca (7): Gesù invitò ogni suo discepolo a imparare da lui mite e umile di cuore (Mt 11,29); qui ne dà l’esempio insieme a una grande pazienza. (b) Con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca (8): Alla mitezza, e quindi al ripudio della violenza, qui si aggiunge anche la sua lealtà e sincerità. (c) Si compirà per mezzo suo la volontà del Signore (10): Gesù è stato obbediente fino alla morte e a una morte di croce (Fil 2,8): in tutta la sua vita ha fatto sempre la volontà del Padre e, quando inizia la Sua Passione, rinnova la sua adesione alla volontà di Lui: “Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu” (Mc 14,36). (d) Egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli (12): Gesù non ha commesso peccati ma patisce per espiare i peccati degli uomini, in modo che possano salvarsi, e tante volte Gesù prega nella sua vita, e anche durante tutta la Passione, dall’Orto di Getsemani fino a che muore in croce. (e) Dal Vangelo prendiamo un solo riferimento: Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da allora il discepolo l’accolse con sé (25-27)Ammiriamo l’amore di Gesù per Maria anche in questo momento così terribile delle sofferenze di tutti e due... Egli affida Maria a Giovanni perché questi ne abbia cura: una donna doveva fare sempre riferimento a un uomo. Ma al di là di questo significato immediato, Gesù sottolinea una reciprocità: Giovanni deve prendersi cura di Maria e Maria di Giovanni. scopriamo qui la volontà di Gesù di associare Sua Madre alla Sua opera di salvezza: tutti gli uomini, per i quali Cristo è morto, in qualche modo vengono affidati alle cure spirituali e materiali di Maria ed essi devono a loro volta affidarsi a Maria e lasciarsi guidare da Lei. Non rifletteremo mai abbastanza sulla necessità di avere un’autentica devozione a Maria - sgorgante dall’amore di Gesù per Lei -, se vogliamo perseverare sulla via della salvezza. (f) E potremmo continuare, soprattutto se leggiamo lentamente il Vangelo della Passione. L’imitazione delle virtù, che più rifulsero nella Passione del Salvatore, è il frutto più importante della meditazione della Passione del Signore: Cristo patì per voi,/ lasciandovi un esempio,/ perché ne seguiate le orme:/ ...insultato non rispondeva con insulti,/ e maltrattato, non minacciava vendetta,/ ma si affidava a colui/ che giudica con giustizia (1 Pt 2,21.23). Certamente con le nostre forze non potremo mai imitare Gesù, modello così alto... Ma la presenza e l’attività dello Spirito Santo in noi, dono che ci viene dall’incontro con Cristo nelle sue varie presenze e specie nell’Eucaristia, ci abilita anche a un’opera così difficile, anzi impossibile alle forze umane, come è ogni impegno nel campo soprannaturale.

IV - Ascoltiamo S. Gertrude a proposito della meditazione della Passione di Gesù e imitarNe le virtù e gli esempi. Avere un bel Crocifisso in casa o addosso è cosa utile...  Ma “Il Signore le disse: “Io gradisco gli onori resi alla mia croce, perché sono un’attestazione di amore per me. Non bisogna tuttavia accontentarsi di possedere una croce, ma bisogna applicarsi a meditare l’amore e la fedeltà, con cui ho subito per l’uomo l’amarezza della mia Passione, e non soddisfare solo un’inclinazione naturale, trascurando di seguire i miei esempi” (L. 2 c. 43). “Mentre un giorno meditava la Passione del Signore, capì che nessun esercizio di pietà porta maggiori frutti di tale contemplazione. Come non ci si può avvicinare alla farina senza rimanerne imbiancati, così non è possibile pensare alla Passione del Signore, sia pure col minimo sentimento di devozione, e non ricavarne qualche profitto. Anche una semplice lettura su tale argomento prepara l’anima a riceverne i frutti, perché una sola meditazione di chi ha spesso presente la Passione di Cristo è più fruttuosa di molte meditazioni di chi non si cura mai di pensarci. Sforziamoci dunque di trattenere nel nostro spirito questo sacro ricordo, affinché a poco a poco esso diventi miele per la nostra bocca, melodia al nostro orecchio, letizia al nostro cuore” (L. 2 c. 41).

Pensiero eucaristico. Raccomandiamoci a Maria, che Gesù ci ha dato nel Vangelo di oggi - e ci ridona in ogni Messa - come Madre e Maestra nostra, a S. Giuseppe, che visse in anticipo la Passione di Gesù scoprendola nelle profezie dell’AT e in quella di Simeone, ai Santi specie devoti della Passione e del memoriale particolare della Passione che è l’Eucaristia, perché ci ottengano la grazia di fare con viva fede e carità memoria e memoriale del Signore per diventarne immagine perfetta, memoria, come loro. (mons. Francesco Spaduzzi)


Condividi quest'articolo

Altri articoli di Cultura


Avellino. "MuBi, che sorpresa!"

Per festeggiare insieme la settimana di Pasqua, il Museo Irpino e la Biblioteca provinciale “S. e G. Capone” accoglieranno i visitatori nelle sedi di Palazzo della Cultura, del Carcere Borbonico con numerose attività[...]

Solofra in preparazione della Pasqua.

Pasqua è alle porte. Solofra, come ogni anno, si prepara a rivivere la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. La Collegiata di San Michele Arcangelo, sosterrà la vita spirituale della cittadina conciaria attraverso il[...]

Contattaci

  • Telefono: 347/ 5355964

  • Email: solofraoggi@libero.it

  • Email: ilcomprensorio@libero.it

Seguici