Solofra ed il Giorno della Memoria.
Il 27 gennaio 2026 ricorre il Giorno della Memoria (entrato a far parte del calendario civile italiano ed europeo) per ricordare la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, da parte dell'Armata Rossa, decretando così la fine dell'Olocausto. E' una giornata particolare per Solofra visto che, dopo l'entrata in guerra dell'Italia (10.6.1940), con Monteforte ed Ariano Irpino ospitò gli internati civili, mentre quelli stranieri vennero dislocati in altri 35 comuni irpini. Furono definiti campi di concentramento o di internamento, ma nulla a che vedere con i lager tedeschi. Nella città conciaria venne attivato, dal 1° luglio 1940, un campo prettamente femminile in un palazzo privato, del 1897, di via Misericordia n°2. Questo ospitava 26 donne: 4 francesi, 1 inglese, 3 russe, 3 italiane (1 era ebrea), 1 turca, 1 olandese, 3 jugoslave, 1 allogena, 3 polacche (2 erano ebree), 1 rumena, 2 belghe, 2 greche, 1 cecoslovacca. Esse vennero definite “prostitute e sospette in linea politica”. Vennero trattate secondo i principi della Convenzione di Ginevra. Queste sostavano sul terrazzo, in cortile ed in giardino oltre alla passeggiata settimanale scortate dai carabinieri che fungevano anche da guardia dello stabile. Erano per lo più giovani e tra queste vi era Susy (nome probabilmente falso) che alla fine ebbe una relazione con un ricco solofrano. Ricevevano la corrispondenza e potevano scrivere “non più di una cartolina ed una lettera di 24 righe a settimana”, naturalmente il tutto passava per la censura e potevano ricevere pacchi di vestiario ed alimentari. Tutte ebbero un sussidio da cui venne detratta la spesa del vitto. Con l'arrivo degli Alleati (1943) cessò il campo d'internamento e la prigionìa per le donne, alcune lasciarono Solofra, altre vi rimasero per qualche tempo e qualcuna si sposò. Per ricordare la presenza delle internate a Solofra è stata istituita nel maggio 2023, in uno slargo di via della Libertà, la Piazzetta della Memoria.
D.G.