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Tempo Ordinario: Domenica III dell’Anno A (2025-26).

 Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo Ordinario: Domenica III dell’Anno A (2025-26)

Letture bibliche: Is 8,23-9,2; Sal 26; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23

Introduzione. Gesù inizia la sua predicazione dicendo: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!” (17), che è lo stesso invito che faceva Giovanni ai suoi ascoltatori e che si ritrova in quello che dovranno predicare gli Apostoli: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1,15). All’inizio della Messa vogliamo chiedere perdono di tutti i nostri peccati, pentendoci delle nostre colpe e rinnovando il proposito di non commetterne più.

I – Isaia preannunciò il ribaltamento di una situazione dolorosa. Il grosso delle due tribù di Zabulon e di Neftali del Nord d’Israele, era stato deportato dai re di Assiria sette secoli prima di Cristo. I pochi ebrei rimasti  e i pagani, trasferiti ivi, sentirono l’influsso reciproco, che fu deleterio per la religiosità degli originari, considerati ormai nelle tenebre, perché troppo vicini ai pagani nello stile di vita. Isaia con la sua profezia diede speranza ai rimasti: Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse (1). La venuta della luce provoca grande gioia: Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia, simile a quella che si prova quando si miete, dopo aver atteso trepidanti sia l’arrivo della pioggia al tempo giusto sia il non arrivo dei nemici, e anche come quando si spartisce la preda (2), dopo aver combattuto un’aspra e incerta battaglia. Il motivo della gioia: hai spezzato il giogo che l'opprimeva, la sbarra sulle sue spalle e il bastone (3), cioè gli Ebrei avevano smesso di essere schiavi dei nemici e quindi di portare sul loro collo il giogo, come i buoi che arano, e la sbarra sulle spalle come i portatori di pesi, che sono percossi dal bastone dell’aguzzino. Quella di Isaia era un profezia di liberazione, che avvenne in parte con il ritorno degli Ebrei in patria a varie ondate o alla spicciolata, preannunzio della grande liberazione degli Ebrei e dell’umanità dalla schiavitù di Satana per mezzo di Gesù Cristo.

II – 1.  (a)Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato (12); possiamo immaginare quale fu il Suo dolore a questa notizia, considerando la parentela fra i due e il ruolo di precursore del Battista, che li legava. Entrambi sapevano bene che a Giovanni toccava la precedenza su Gesù nella predicazione e anche nel martirio. Egli venne ammazzato per l’immoralità, stupidità e vigliaccheria di un basso reuccio. Alimentiamo in noi la sensibilità di compatire il dolore di chiunque subisce ingiustizia. (b) Così Gesù dalla Giudea, dove stava predicando, si ritirò nella Galilea, dove scribi e farisei, che avevano consegnato a Erode il Battista (Mt 17,12), non avevano nessun potere sudi Lui, e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare, per evitare rischi, giacché non era ancora giunta la Sua ora. Gesù lo fece altre volte, perché volle sempre compiere nei minimi particolari la volontà del Padre da quando entrò nel mondo a quando ne uscì. Così Maria, madre di Gesù e nostra, Giuseppe e Giovanni. E noi? (c) Lo spostamento di Gesù dal Sud al Nord della Palestina comportò l’arrivo della Sua luce nel territorio, che una volta era delle tribù di Zabulon e di Neftali (13), la Galilea. Gesù è il sole che illumina e riscalda. Tante volte ripetette: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12; cfr. 9,5). Con la Sua Parola illumina il mondo e toglie gli uomini dall’ignoranza di Dio e della via che conduce a Dio. Egli ci parla della Trinità, cioè di Dio che è uno solo per la natura e tre per le persone; richiama l’amore di Dio per l’umanità, di cui parlava già l’AT, e che non era percepito abbastanza dagli Ebrei… Gesù ci ha indicato la via della fede e dell’amore per arrivare a Dio, per unirci a Lui e vivere bene col prossimo. Apriamoci ad accogliere anche noi l’insegnamento e la persona  di Gesù: Egli è il Pastore da seguire e Maestro da ascoltare e Modello da imitare. (d) La Parola di Gesù riscalda i cuori, come riconoscono i discepoli di Emmaus: “Non ci ardeva forse in noi il nostro cuore mentre conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc 24,32). Stare vicini a Gesù, che ci parla, dà luce alla nostra intelligenza e calore al nostro cuore, che è così congelato per la poca fede che abbiamo nell’amore di Dio per noi e per la nostra mancanza di amore a Dio e al prossimo e anche degli altri per noi. Domandiamoci: quale spazio diamo alla Parola di Dio nella nostra vita? Ricordo ancora una volta che la lettura quotidiana di 40 vv. dell’AT e 11 vv. del NT dà la possibilità di leggere tutta la Bibbia in due anni: la Bibbia intera ci parla di Gesù, in modo velato nell’AT e in modo esplicito nel NT. Lasciamoci illuminare da Gesù, e riscaldare da Lui, che ci parla nella S. Scrittura. “Stare con Gesù è un dolce paradiso”, dice l’Imitazione di Cristo. Ascoltiamo un brano di questo scrittore di 700, e forse più, anni fa: “Quando è presente Gesù, tutto è per il bene, e nulla pare difficile. Invece, quando Gesù non è presente, tutto è difficile. Quando Gesù non parla nell'intimo, ogni consolazione vale assai poco. Invece, se Gesù dice anche soltanto una parola, sentiamo una grande consolazione… Come sei arido e aspro, lontano da Gesù; come sei sciocco e vuoto, se vai dietro a qualcosa d'altro, che non sia Gesù. Non è, questo, per te, un danno più grande che perdere il mondo intero? Che cosa ti può mai dare il mondo, se non possiedi Gesù? Essere senza Gesù è un duro inferno; essere con Gesù è un dolce paradiso. Non ci sarà nemico che possa farti del male, se avrai Gesù presso di te. Chi trova Gesù trova un grande tesoro prezioso; anzi, trova un bene più grande di ogni altro bene. Chi perde Gesù perde più che non si possa dire; perde più che se perdesse tutto quanto il mondo. Colui che vive senza Gesù è privo di tutto; colui che vive saldamente con lui è ricco di tutto”  (Libro II, cap. 8). Chi fa esperienza di Gesù, difficilmente si sgancia da Lui e arriva anche ad affrontare il martirio per non essere separato da Lui. Chiediamo allo Spirito Santo di farci fare esperienza di Gesù, di gustare Gesù, di sentire, come i Santi, la dolcezza di Gesù.

2. (a) Nella sua predicazione Gesù riprende il tema fondamentale di Giovanni: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (17)La conversione consiste anzitutto nel rinunciare al proprio modo di pensare per accettare il mondo di pensare di Gesù, che Egli ci fa conoscere attraverso la sua Parola, alla quale noi aderiamo con la fede, e anche nell’eliminare il nostro modo di amare egoistico, per fare posto al modo di amare di Gesù: l’amore totale e generoso al Padre e agli uomini, che è la carità. La conversione consiste in sostanza nel praticare la fede, la speranza e la carità. Se pratichiamo queste tre virtù, che già ci sono state infuse nel battesimo, possiamo essere sicuri che stiamo sulla via della salvezza e ci arriveremo, se vi persevereremo con la grazia di Dio. (b) Ma Gesù vuole avere dei collaboratori nella sua missione di annunciatore del Regno di Dio. Qui Egli chiama quattro che saranno Suoi Apostoli e proclameranno: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel vangelo” (Mc 1,15). I due fratelli Pietro e Andrea  (18-20). e gli altri due fratelli Giovanni e Giacomo (21-22). sono generosissimi nel rispondere subito di sì a Gesù: ed essi subito lasciarono (20.22) la barca (20), la barca e il loro padre (22) e lo seguirono (20.22). Gesù continua oggi a chiamare uomini e donne a seguirlo come allora chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici… perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demoni (Mc 3,13-15). Egli col darci lo Spirito nel battesimo ci chiama a testimoniarLo con la nostra vita buona e col nostro buon esempio, e nella cresima ci rende capaci di testimoniarLo anche con la parola. Cerchiamo di portare Gesù al prossimo e il prossimo a Gesù con il nostro buon esempio e con la nostra parola? Qual è la qualità della nostra testimonianza?

III – Quelli che credono e amano Gesù hanno la stessa fede e carità: La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola (At 4,32). Paolo ricorda il buon esempio dei familiari di Cloeche gli hanno segnalato il cattivo esempio dei cristiani di Corinto: tra voi vi sono discordie (11). Infatti nella comunità si erano creati partiti, che pretendevano di far capo ai vari missionari (17). Invece Paolo scrive loro: Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e sentire (10)Il motivo per conservare l’unione delle menti e dei cuori è che solo Cristo è stato crocifisso per voi (13), ed è che siete stati battezzati nel nome di Cristo (13)In questa settimana stiamo pregando per l’unità dei Cristiani, che purtroppo sono divisi in tanti gruppi, perché in varie epoche molti si sono staccati dalla vera Chiesa. Facciamo nostra la preghiera di Gesù: Padre santo, custodiscili nel tuo nome quello che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi (Gv 17,11). Preghiamo con insistenza perché tutti i credenti diventino un solo gregge, un solo pastore (Gv 10,16).

EUCARESTIA. Gesù, che ci invita alla conversione con la sua Parola, è lo stesso che si offre al Padre nella seconda parte della Messa e si fa nostro cibo e nostra bevanda. Unendoci tutti a Lui per fede e carità nella Parola e nella Comunione, da lui ci viene l’unico Spirito Santo, che fa di noi un cuore solo e un’anima sola, come li realizzò nei primi cristiani. (mons. Francesco Spaduzzi)


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