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De Piano tocca il cuore dei solofrani… giovani protagonisti

Un nuovo bagno di folla ha accompagnato la prima uscita mattutina di piazza della lista Riamiamo Solofra, con il candidato a sindaco il dott. Paolo De Piano. Libertà e amor patrio, tematiche della Festa della Liberazione, hanno idealmente unito tutti gli interventi dei candidati consiglieri che insieme hanno deciso di ricordare i caduti della seconda guerra mondiale cantando dal palco l'Inno di Mameli e osservando poi un minuto di silenzio.

 

Ad aprire il comizio è stato Antonio Pirolo che ha ricordato l'importanza storica e sociale del 25 aprile. "Un giorno speciale perchè 67 anni fa - ha spiegato - per la prima volta in Italia dopo un periodo di lutti e rovine, sono prevalse la democrazia e la libertà". 

 

Il candidato sindaco De Piano ha poi saputo dosare stoccate e pungolature più di fioretto che sciabola. Il medico solofrano è tornato nuovamente a sfidare gli altri candidati sindaci a dare conto di quello che è stato il frutto della loro azione amministrativa in questi ultimi dieci anni di governo della città. "Io sono stato amministratore e spiegherò ai miei concittadini i risultati raggiunti nel mio mandato. Gli altri candidati sindaci che pure hanno ricoperto il ruolo di amministratore cittadino dovrebbero fare lo stesso prima di sforzarsi a spiegare cosa intendono fare per il futuro. Da oggi comincerà la solito processione di politicanti e deputati che si rendono conto dell'esistenza di Solofra una volta ogni 5 anni. Tutto questo rasenta la volgarità nei confronti dei nostri concittadini".

 

Visibilmente emozionato Ariosto Guacci che ha spiegato alla folla solofrana il suo progetto di sviluppo ed implementazione della telematizzazione all'interno della macchina comunale. Con uno sfogo al termine del suo intervento: "Hanno demonizzato me e i miei amici. Ci hanno accusato di non avere esperienza. Ma se esperienza vuol dire avvelenare il paese, noi non la vogliamo".

 

Di Alessandro De Stefano un lungo e articolato discorso sulla tematica del Castello a Solofra e sulla cementificazione selvaggia delle montagne della cittadina della concia.

 

Quindi, il sentito intervento di Peppe D'Alessio che, toccando davvero il cuore delle persone, ha voluto evidenziare il decadimento della morale a Solofra. "Quale futuro per i nostri figli, per i nostri giovani a Solofra? - ha chiesto D'Alessio in un crescendo di applausi - La qualità della vita comincia proprio dalle idee e dalle infrastrutture, oltre alla cultura, alle tradizioni del paese. La nostra coscienza comune è frutto di legalità e trasparenza. Dalla nostra parte ci sarà sempre l'onestà intellettuale e morale, l'impegno e l'amore per Solofra: solo così potremo cambiare in meglio la nostra cittadina".

Fasce deboli e lavoro le tematiche con cui invece ha chiuso il comizio Luigi Vietri.

 

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