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La #sicurezza sul #lavoro non e' una voce contabile

Ogni giorno muoiono,in media, tre persone sui luoghi di lavoro. Donne e uomini che escono per guadagnarsi il "pane" e ritornano morti. Sistematicamente si susseguono stantie e roboanti dichiarazioni, ipocriti sensi di colpa, falsi impegni , in un Paese culturalmente mummificato , privo di senso civico, indifferente di fronte alle ingiustizie ma pronto a rivendicare i miseri privilegi offerti dai "potenti" che gestiscono la " democrazia " incompiuta. La #sicurezza sul #lavoro non e' una voce contabile, una variabile dipendente  da analizzare per valutare il rapporto costi - benefici , e' un diritto inalienabile , un atto di civilta' . 

Certo, gli organi ispettivi e di controllo hanno un ruolo non secondario, il coordinamento e l'organizzazione degli stessi e' determinante tuttavia , noi crediamo che la questione e' soprattutto  politica,  allorquando ci parla dei rapporti di forza in essere, ritornano attuali il conflitto capitale/lavoro ,  il tema del profitto senza limiti e le spietate leggi della concorrenza che spingono i datori di lavoro ad abbassare i costi per aggiudicarsi gli appalti , la "sicurezza" per lor signori e' un "costo" manipolabile al ribasso sovente fino all'azzeramento .Non a caso le maggiori conquiste, anche riguardo alla salvaguardia della salute  la classe lavoratrice le ha ottenute nell'epoca in cui l' unità e la consapevolezza di classe erano cultura sociale; la fase contemporanea ci consegna uno scenario desolante, in cui i lavoratori e le lavoratrici tornano ad essere ingranaggi del modello produttivo capitalistico ,da costruire , installare, oliare , sfruttare e sostituire una volta usurato, oppure morto ! 

Esprimiamo vicinanza alle famiglie delle vittime. 

Tony Della Pia 

Rifondazione Comunista 

Federazione Irpina

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