Dott. Domenico D'Angelo rimosso dal Ruolo di Direttore Tecnico-Sanitario
Di fronte al rigore morale e all'indiscussa e riconosciuta professionalità del dott. Domenico D'Angelo, emerge altro...
Gentile Direttore,
nel ringraziarla dello spazio che anche stavolta ha voluto accordarmi, con questo mio nuovo intervento vengo a porre l'attenzione su un episodio divenuto ormai di dominio pubblico, a seguito delle comunicazioni ufficiali pervenute alle istituzioni locali. Episodio che mi ha lasciato piuttosto smarrito, ovvero la sostituzione (forse renderebbe meglio dire "defenestrazione") del Dott. Domenico D'Angelo come Direttore tecnico-sanitario presso il Laboratorio Montepergola, che, come è noto, tutti conosciamo a Solofra e non solo per l'elevata professionalità e l'integrità deontologica con le quali opera da oltre quarant'anni sul nostro territorio.
Come tutti sappiamo, purtroppo, questa lunghissima, sofferta e tragica emergenza pandemica, che non accenna a lasciarci in pace, ci ha posto nella spiacevole condizione di guardarci gli uni dagli altri, relegati dietro delle mascherine e obbligandoci ad isolarci qualora il virus avesse trovato la strada per insidiare le nostre famiglie, gli amici ed i concittadini, con i quali in un modo o nell'altro avevamo avuto contatti.
In tali situazioni, com'era prevedibile, ognuno ha dovuto confrontarsi con la crescente esigenza di affidarsi al sistema sanitario nazionale ed agli istituti con esso convenzionati (come, appunto, è il lab. Montepergola) allo scopo di tutelarsi e tutelare gli altri, attraverso l'esame dell'ormai celeberrimo tampone (è bene specificare che nel laboratorio in questione viene eseguito solo il tampone antigenico, detto "rapido"). È ben noto che molti tra noi hanno visto nel laboratorio locale l'unico modo più celere e diretto per ricevere un responso in merito alla positività/negatività al virus, accorrendo in gran numero alle porte dell'istituto.
Forse (e dico forse) non sono stato poi l'unico a domandarsi il motivo per il quale i costi di questo presidio sanitario sono risultati mutevoli, in base alla zona geografica ove questo veniva eseguito. Il beneficio del dubbio va sempre concesso in prima analisi, pertanto, un po' tutti, abbiamo pensato che tali variazioni potessero dipendere dalla cattiva gestione ed organizzazione del Ministero della Salute (cosa di certo avvenuta in principio).
Col tempo, però, abbiamo assistito anche ai cosiddetti "cattivi esempi" di coloro che hanno prontamente approfittato dell'emergenza, relativamente allo smodato mercimonio delle mascherine prima e dei tamponi dopo. È legittimo che società private applichino un costo differente dal "minimo sindacale" stabilito dalle direttive nazionali e regionali, ma è altrettanto auspicabile che tali costi non superino l'intera concorrenza, ciò che è valso per molti istituti privati, non ultimo il nostrano lab. Montepergola.
Vengo al punto, caro Direttore, ma mi si consenta di chiudere questa riflessione con alcune domande, che lascio sospese come un caffè al bar, certo che saranno colte come spunto di riflessione dai suoi lettori e miei concittadini...
Alla luce di tutto questo e ribadendo, laddove ce ne fosse bisogno, che per ognuno di noi Domenico D'Angelo è la personificazione stessa del laboratorio Montepergola, mi chiedo. perché mai il nostro concittadino è stato sostituito nel ruolo di Direttore tecnico-sanitario, in seno alla società di cui è fondatore?
Ha forse subito questo smacco per la sua notoria attenzione alle fasce deboli della cittadinanza e quindi per una qualche sua richiesta di attenzionare i costi dei servizi sanitari resi al pubblico, opponendosi, magari, ad eventuali logiche speculative?
Alessandro De Stefano