Tempo di Avvento: Domenica 2° dell'Anno B
Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la preghiera personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni
mons. Francesco Spaduzzi
I - Marco 1,1-8 - Marco inizia il suo scritto sulla persona e l'attività di Gesù, affermando che esso contiene la buona notizia della salvezza per mezzo di Gesù, il quale è il Figlio di Dio, mandato dal Padre come Messia-Cristo, per salvare tutti gli uomini (1 Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio). Gesù non appare improvviso e sconosciuto (3): egli è stato preceduto da profezie, figure e simboli (avvenimenti e cose), che ne hanno delineato la figura e la missione. L'ultimo profeta a parlare di lui è stato il più grande fra gli uomini (Mt 11,11; Lc 7,28): Giovanni Battista; egli stesso fu preannunziato da 2 Profeti come precursore del Signore: Malachia (3,1) lo fa presentare da Dio come mandato da Lui in qualità di messaggero, che Gli prepara la via (2 Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:/ egli preparerà la tua via) e Isaia (40,3) lo indica come la voce che dal deserto predica di preparare la via al Signore, cioè convertirsi, pentirsi dei peccati e cambiare vita, per accoglierLo bene (2-3 Come sta scritto nel profeta Isaia…: / 3 Voce di uno che grida nel deserto:/Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri). Giovanni predica un battesimo per aiutare la conversione e ottenere il perdono dei peccati e lo amministra (4 vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati). Tanta gente va da lui ad ascoltarlo, provenendo dalla Giudea e dalla Città Santa (5 Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme), e da lui riceve il battesimo nel Giordano, facendo precedere la confessione dei peccati (5 E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati). Il battesimo di Giovanni era molto più dei bagni rituali ebrei, che davano una purezza legale ed esterna, ma era molto meno del battesimo di Gesù, che dà il perdono dei peccati con la riconciliazione con Dio e la vita divina; esso dava solo la coscienza di essere peccatori con l'umiltà di confessarlo e il pentimento vero che portava alla riconciliazione; comunque era prezioso. Anche noi abbiamo bisogno di sviluppare il senso del peccato – non il senso di colpa - e di pentirci per convertirci. Poiché abbiamo tanto peccato e purtroppo continuiamo, sempre abbiamo bisogno di conversione e perdono. L'Avvento è un tempo propizio, che ci aiuta a prepararci all’incontro col Signore a Natale con più ascolto della Parola di Dio - e quindi più preghiera, che è la nostra risposta a Dio che ci parla -, più penitenza, seguendo l’esempio del Battista, e più opere di carità fraterna.
2. Esempio di penitenza è Giovanni il Battista, che visse da fanciullo fino all'inizio della predicazione una vita sacrificata nel deserto di Giuda: vestiva e si nutriva poveramente (6 Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico). Anche a noi giova la mortificazione dei sensi per fare penitenza dei nostri peccati. Egli annunciava la venuta del Messia dopo di lui, e lo riconosceva tanto più grande di se stesso, da non sentirsi degno neanche di fargli da schiavo (7 E proclamava: Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali) e con una missione molto più importante della propria, perché lui battezzava nell'acqua e Gesù con un battesimo per immergere nello Spirito Santo (8 Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo). Guardiamo a Giovanni Battista come esempio di vita e di coraggio nell'apostolato e a Gesù come nostro Dio e Salvatore per mezzo dei sacramenti, che ci danno lo Spirito.
II - Isaia 40,1-5.9-11 - Il profeta si trova al cospetto di Dio e della Corte Celeste e sente che Dio ordina di consolare il suo popolo (1 Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio) con parole, che devono arrivare al suo cuore (2 Parlate al cuore di Gerusalemme); bisognerà gridarle che la sua sofferenza è finita perché i suoi peccati sono stati espiati, in quanto ne ha ricevuto da Dio la giusta pena (2 e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati), come l'eredità riservata ai primogeniti (Dt 21,15-17). Una voce - forse un angelo - ordina di preparare nel deserto una via, per la quale deve camminare Dio (3 Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore), alla testa del suo popolo, che lascerà Babilonia e tornerà a Gerusalemme (cfr. 9); la strada dovrà essere in pianura, comodissima (3 spianate nella steppa la strada per il nostro Dio): le valli saranno riempite e i monti e colline abbassati (4 Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata). Una donna porterà questo annunzio a Gerusalemme (9 tu che annunci liete notizie a Sion… tu che annunci liete notizie a Gerusalemme), dovrà salire su in alto (9 Sali su un alto monte) e gridare a gran voce (9 Alza la tua voce con forza… Alza la voce), senza timore (9 non temere), in modo che la notizia arrivi lontano, alle città della Giudea (9 annuncia alle città di Giuda), che sta arrivando Dio con grandi manifestazioni della sua onnipotenza e della sua signoria: Ecco il vostro Dio! (9); Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio (10); Egli porta con sé i trofei delle sue vittorie (10 Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede). Vedranno la sua manifestazione gloriosa tutti i popoli, perché è Dio che ha parlato (5 Allora si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno, perché la bocca del Signore ha parlato). La sua gloria però non si rivelerà in imprese guerresche o in miacoli, ma nel dimostrarsi pastore del suo popolo, che egli raduna e guida al pascolo (11 Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna), manifestando speciale cura agli agnellini, che porta in braccio, e alle pecore, che hanno da poco partorito (11 porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri). Il profeta annuncia due avvenimenti: uno, vicino, che è la liberazione degli ebrei dalla schiavitù di Babilonia e il ritorno alla loro terra, e l'altro, più lontano, che è la liberazione degli uomini dalla schiavitù di Satana. Entrambi vengono realizzati da Dio: il primo nell’AT e rivela soprattutto la sua potenza, il secondo nel NT per mezzo di Gesù Cristo e manifesta la grazia (Tt 2,11; cfr 3,7), la bontà e l'amore (Tt 3,4), la misericordia (cfr. Tt 3,7), di Dio. In questo modo Dio ha agito con misericordia verso gli Ebrei e con ben maggiore misericordia verso di noi. Crediamo, adoriamo, ringraziamo, rinnoviamo la nostra fede e speranza in lui, amiamolo. Pentiamoci dei peccati.
III - 2 Pietro 3,8-14 - (a) Pietro parla della seconda venuta di Gesù, che secondo le indicazioni date da Lui stesso (Mc 13,32), sarà inaspettata e improvvisa come quella di un ladro (10 Il giorno del Signore verrà come un ladro). Si sentirà una forte esplosione (10 in un grande boato) – pensiamo a un vulcano che perde il “tappo”; i cieli si trasformeranno in fuoco (12 nel quale i cieli in fiamme), si dissolveranno (12) e scompariranno (10 allora i cieli spariranno); gli astri saranno distrutti e, fusi dal calore, si dissolveranno anche loro (10 gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno; 12 e gli elementi incendiati fonderanno!); e anche la terra sarà annientata con tutto ciò che gli uomini vi avranno realizzato (10 e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta). Tutto finirà (11 Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo)! Allora si realizzerà la nostra speranza, che si fonda sulla promessa di Dio e di Gesù, che il vecchio mondo sarà sostituito da nuovi cieli e nuova terra (13 Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova; cfr. Is 65,17): qui tutto, nei rapporti fra gli uomini e con Dio, sarà regolato secondo la giustizia di Dio, cioè secondo la sua volontà (13 nei quali abita la giustizia); e staremo nella gioia perfetta, senza limiti e senza timore di perderla. Rinnoviamo la nostra fede e speranza nel Signore e nella sua Parola; se i particolari nella materia si realizzeranno o no, non ci interessa granché; c’importa piuttosto il paradiso, che viene dopo… (b) Poiché in paradiso si vive secondo la volontà di Dio, mentre aspettiamo la seconda venuta di Gesù (14 Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi), dobbiamo già adesso vivere nel dialogo continuo con Lui (11 e nelle preghiere), che deve essere continuo secondo Gesù (Lc 18,1) e Paolo (1Ts 5,17), e con una vita santa (11 quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta di Dio), senza colpa e senza macchia (14), impegnandoci a conservare rapporti tranquilli col prossimo (14 fate di tutto perché Dio vi trovi in pace), sui quali saremo giudicati. Ce la faremo? Con le nostre sole forze, no; sì, con la Sua grazia. Quando ci mettiamo in ascolto comunitario o personale della Sua Parola, specie meditandola, Gesù è presente in essa, ci comunica la sua forza divina, la sua grazia, per superare tutte le nostre difficoltà e debolezze. (c) Pietro nota che alcuni, non vedendo venire subito il giorno del Signore, accusano Dio di stare in ritardo e di essere lento nel mantenimento delle sue promesse (9 anche se alcuni parlano di lentezza). Accuse false (9 Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa); in realtà il Signore rispetta i suoi tempi, non i nostri: anzitutto non possiamo calcolare i tempi di Dio con le nostre misure (8 Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno); inoltre egli è paziente e misericordioso verso di noi peccatori, che abbiamo bisogno di conversione per evitare di perderci eternamente (9 Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi). C’è da aggiungere che, con la nostra preghiera e la nostra vita cristiana, noi possiamo far venire più in fretta il Giorno del Signore (12 mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio). Pensiamo ai profeti, che invocavano la venuta del giorno del Signore (Is 63,19), a Maria (Gv 2,1-12) e Giuseppe e ai tanti pii ebrei, come Simeone e Anna, che aspettavano il consolatore e redentore di Israele; affrettiamo anche noi per la seconda venuta di Cristo alla fine del mondo e della nostra vita, ma anche valorizziamo le tante venute intermedie del Signore, che ci fanno familiarizzare con Lui già da ora, in attesa di poter stare con lui per sempre.
EUCARESTIA. L’Avvento ci ricorda che Gesù venne, Gesù verrà, Gesù viene in mezzo a noi con tante sue presenze. E’ ben giusto che ci prepariamo all’ultima venuta di Gesù, seguendo i suggerimenti di S. Pietro: vivere una vita santa, in comunione col Signore già da ora, valorizzando le sue presenze attuali, in modo da essere accolti da Lui con gioia sua e nostra. La Madre sua e nostra e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni, ci accompagnino e ci sostengano con la loro preghiera.