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Labruna (Terra): «Il potenziamento della rete ospedaliera irpina deve essere una priorità»

«È necessario fare delle battaglie per i servizi pubblici mettendo al centro il ruolo dello Stato: in questo momento, quella per una sanità pubblica efficiente è prioritaria. Ad Avellino e provincia urge un potenziamento delle attività dell'Azienda ospedaliera Moscati (con il plesso Landolfi di Solofra) e della rete territoriale con gli ospedali di Ariano Irpino, Sant'Angelo dei Lombardi e Bisaccia». Rita Labruna, capolista di Terra per l’elezione al consiglio regionale della Campania, interviene sulle questione sanitaria. «La scelta è quindi di mettere al centro il rilancio del servizio sanitario pubblico e la sua qualificazione, anche perché l'aver tagliato il pubblico e aver puntato sulla sanità privata ha indebolito ed esposto drammaticamente tutti i cittadini acuendo le disuguaglianze». 

 

Per questo è fondamentale, secondo la candidata, agire «sull’innovazione tecnologica e la telemedicina, integrando le attività degli ospedali con il territorio, sul rilancio della sanità pubblica ridefinendo il rapporto con la sanità privata; sull'integrazione socio-sanitaria fornendo risorse adeguate per un welfare di prossimità e definire a livello regionale una specifica legge sulla non autosufficienza; sulla medicina territoriale diffusa a partire da quanto oggi sottolineato dall'ordine dei medici di Avellino, in cui traspare l'incapacità dell'Asl a dare disposizioni ed organizzazione utili a tutelare tutti i cittadini».

 

Tutto questo era necessario già, ma adesso lo è ancor di più oggi: «Allora dobbiamo cogliere l'occasione per ridisegnare un sistema universalistico, a fronte della pandemia e del rischio che altre emergenze possono essere in agguato con altri virus nel mondo globalizzato, quindi si deve riaffermare la primazia del pubblico e per ridare omogeneità ai trattamenti in tutte le regioni al di là della “ricchezza” delle stesse».

 

«I mancati investimenti e le gestioni clientelari di decenni passati ci consegnano un profondo deficit finanziario che ha determinato il commissariamento nel 2007, una fase lunga e drammatica protrattasi sino al 2019, ma ancora con anni di verifiche davanti».

 

«L’attività medico-preventiva pubblica e l’assistenza sanitaria domiciliare, in questi anni da Caldoro a De Luca, indistintamente, sono diventate residuali. Con l'emergenza COVID 19, abbiamo assistito a investimenti solo sulle terapie intensive: l'esigenza e l'impellenza della situazione lo richiedevano, ma perché non si sono riattivati e sistemati immobili e locali chiusi, ma comunque velocemente sistemabili ed utilizzabili questa è una questione che ad oggi non trova risposte».

 

«Urge un vero e nuovo progetto per la Sanità in Campania che deve mettere al centro la riorganizzare dei territori al fine di rimodulare la funzione ospedaliera per non creare situazioni di abbandono e riformare davvero la sanità di questa regione, rivedendo gli accreditamenti ai privati, riducendoli e rafforzando la rete pubblica di sanità, prevenzione e assistenza sociosanitaria nelle 5 province».

 

«Dalla situazione emergenziale dobbiamo trovare la forza di superare l'attuale rete di ospedali generalisti e di proiettarci verso una visione di medicina diffusa territorialmente e specialistica, mettendo in rete, connettendo, sistemi con la visione nuova e diversa del Servizio Sanitario Regionale. Ecco perché oggi più che mai è indispensabile che chi ha subito questo “sistema” sbagliato deve fare battaglia politica, votare #Terra “Le scuse Non Bastano Più” ». 

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