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Irpina, serve una diversa idea di sviluppo!

Gli amministratori locali e' regionali, da decenni e sopratutto in occasione di scadenze elettorali , pomposamente annunciano  piani di rilancio per agevolare lo sviluppo economico delle aree interne che, nel frattempo,  continuano a subire pesanti ripercussioni dal punto di vista sociale, ogni anno circa 2000 persone prevalentemente giovani,  lasciano l'Irpinia , e produttivo, i dati a riguardo sono catastrofici in ogni settore. 

Le visioni miopi,  ossia le programmazioni che hanno un respiro corto e caratteristiche di incompatibilita' territoriale non solo sono inutili ma in taluni casi addirittura dannose; sovente generano un forte spreco di denaro pubblico nonche' irreversibili devastazioni ambientali, senza escludere che di frequente hanno alimentato le attenzioni della criminalita' organizzata oltre a rendere il nostro territorio luogo oramai non luogo,  ovvero privato delle sue risorse umane migliori e della sua storia futura, trasformandolo in zona di conquista delle lobby finanziarie con istinti neocolonizzatori , basti pensare alle multinazionali del petrolio e dell' eolico speculativo e ademocratico  definito giustamente dai comitati "selvaggio" , oppure ai potenti gruppi industriali che finita l'ubricatura post - sisma,  progressivamente  delocalizzano le linee produttive altrove. Noi pensiamo che occorre riaprire un serio dibattito pubblico sul modello di sviluppo che serve all'Irpinia e alle aree interne in generale, nella catena infrastrutturale, molto carente, l'anello debole e' la linea ferroviaria, basti pensare che la stazione di Avellino ad oggi non solo e' chiusa ma giace in uno stato pietoso di abbandono. Serve un serio e lungimirante impegno per riportare a nuova vita questa importante infrastruttura, occorrono investimenti per completare l'elettrificazione,  il potenziamento delle tratte e una ramificazione che ci consenta  collegamenti agevoli con le altre provincie della Campania e del Paese. Dopo la crisi iniziata nel 2008 e quella sanitaria odierna saremo costretti ad affrontare una delle peggiori crisi economiche dal dopoguerra ad oggi, per farlo nel giusto modo serve una capacita' progettuale di lungo corso, una visione d'insieme, il contributo di intelligente e volonta' disinteressate ai propri interessi e sensibili al bene comune. Approssimazione, incompetenza e clientelismo hanno gia' prodotto danni. 

Tony Della Pia

segretario provinciale Rifondazione Comunista  Irpina

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