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Riequilibrio Comportamentale

 

Dopo i riequilibri sensoriale ed emozionale, di cui abbiamo parlato precedentemente, volgiamo il nostro sguardo attento e curioso al riequilibrio comportamentale, altro elemento di spicco della tematica del prendere cura.

Il comportamento, secondo l’ormai nostro amico Dizionario della Lingua Italiana Devoto Oli, è il modo di condursi di una persona rispetto agli altri o rispetto ad un determinato ambiente. L’individuo conduce se stesso in base alla sua educazione, ai pensieri e ai valori in cui crede, alle proprie percezioni ed emozioni, al suo livello di crescita personale. Già prima di aprire bocca e pronunciare qualsiasi vocale o monosillabo, con la sua sola presenza una persona invia messaggi sul suo essere ad un eventuale interlocutore. Stiamo parlando di comunicazione non verbale e  comunicazione paraverbale, che precedono, accompagnano, sostengono, illuminano, chiariscono la comunicazione verbale. A volte, un individuo con le parole afferma delle cose, con i comportamenti rivela altro in contraddizione con l’espressione verbale. Prendiamo il caso di una persona che dice di essere serena e poi si guarda intorno con circospezione o tamburella con le dita sul tavolo o parla in modo concitato o scoppia in lacrime senza apparente motivo. La coerenza tra parole, pensieri, emozioni, azioni, è significativa di armonia interiore ed esteriore. L’armonia è indice di salute e benessere, e, viceversa, uno stato disarmonico segnala disagio e malessere.

Facciamo giusto due esempi di comportamenti disarmonici, per rendere più concreto il nostro ragionamento. 1) Individuo stressato, impaziente, nervoso, dai ritmi veloci, con un eloquio rapido, movimenti celeri e a scatti. Nella comunicazione interpersonale non dà spazio all’altro. Non ascolta le frasi fino alla fine, perché interrompe di continuo, seguendo il filo dei propri pensieri. Non riesce a collaborare con i colleghi di lavoro, perché li ritiene lenti e che gli fanno perdere tempo. Preferisce lavorare da solo e finisce con l’isolarsi.

2) Individuo disorientato, indeciso rispetto a scelte lavorative, scolastiche, affettive. Salta da una situazione all’altra come una cavalletta. Inizia un’attività e, prima di portarla a termine, ne va ad intraprendere un’altra. Con il suo modo di fare non si dà agio di sperimentare appieno le sue reali capacità e potenzialità. Non crea le condizioni ottimali per conoscersi e crescere. Non riesce a trovare la sua strada, la sua collocazione nel mondo. E’ insoddisfatto ed insicuro.

Prendere cura è anche lavorare sui comportamenti disagevoli e sugli effetti ad essi collegati, dispiaceri e preoccupazioni, delusioni ed insoddisfazioni, dissidi nelle relazioni interpersonali. E’ creare l’occasione per aprire la porta ad un reale senso di soddisfazione e pienezza. E’ imparare ad indirizzare l’energia e la fatica personali sulla strada del perseguimento del meglio per se stessi e per gli altri, ricordandosi sempre che si cresce e si vive assieme a tutti gli altri esseri del Creato. 

 

 

Teresa Gagliardi

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