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Carabiniere ucciso a Roma.

De Lieto (Li.Si.Po.), ergastolo per chi aggredisce personale delle forze di polizia

Il Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) esprime profondo cordoglio alla famiglia del vice brigadiere dei Carabinieri e vicinanza all’Arma dei Carabinieri tutta. Un carabiniere è stato ucciso questa notte, colpito da diverse coltellate, una di queste al cuore, mentre era in servizio. E' accaduto in via Pietro Cossa, nel centralissimo quartiere Prati (ROMA). La vittima, Mario Cerciello Rega, vice brigadiere dell’Arma dei carabinieri, 35enne, durante un regolare servizio di istituto. Con alcuni colleghi stava controllando due uomini, presumibilmente stranieri, considerati responsabili di furto ed estorsione, quando uno di loro avrebbe estratto un coltello, colpendolo più volte. Il vice brigadiere, ferito gravemente e trasportato immediatamente all’ospedale, è morto poco dopo.  Il Segretario Generale del LI.SI.PO. Libero Sindacato di Polizia Antonio de Lieto, ha dichiarato: “L’individuo che ha provocato la morte del Carabiniere, a parere del LI.SI.PO., deve marcire in carcere e deve scontare la pena, fino all’ultimo minuto. Nessuna  pietà per questo criminale, che ha ucciso con tutta l’intenzione di UCCIDERE. Lo dimostra il fatto che ha inflitto circa 8 coltellate, senza mai fermarsi. Il LI.SI.PO. – ha continuato de Lieto - si rivolge al Ministro dell’ Interno; affinché si adoperi per fare, giustamente, legiferare l’inasprimento delle pene per chi aggredisce personale delle forze di polizia, prevedendo, in caso di lesioni gravi, la pena dell’ergastolo, SENZA SE E SENZA MA!!! Nel caso in cui il reato venga commesso da uno straniero, deve scattare l’espulsione da eseguirsi coattivamente. Chi viene in Italia – ha concluso il leader del LI.SI.PO. - deve rispettare il Paese che li ospita, le sue leggi, la sua gente. Violenza ed azioni criminali sono intollerabili e vanno represse, con leggi forti, chiare ed immediatamente applicate”.

 

Antonio Curci

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