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Emergenza Ambientale nei Comuni di Solofra e Montoro

I sottoscritti Carmine De Maio e Giovanni Esposito, Nella Qualità di Segretario Generale FILCTEM CGIL Avellino e Segretario Generale FEMCA CISL IrpiniaSannio Le scrivono per rappresentarle che:

      Il distretto Conciario di Solofra nel 2010 contava su 612 aziende/società un totale di 3500 Lavorati, oggi ridotte a 480 aziende/società con una perdita di posti di lavoro pari ad oltre 1700 Lavoratori, su questo dato và specificato che concerie strutturate per l'intero ciclo operanti sono circa 40, tutto il resto delle aziende/società sono conto terzi e attività parziali della concia, della chimica, dell'abbigliamento e dei commerciali con un numero di addetti che va da 0 a 1, con un valore economico che segna meno 550 mil€ in otto anni.

Questi dati, pur nella caduta di fatturato senza freno, ci dicono che il distretto più antico del mezzogiorno, dove nel 1903 si svolgeva uno dei primi scioperi organizzato dal movimento sindacale Irpino, ha ancora numeri importanti sia come imprese/società e sia come occupati, parliamo sempre di circa 1800 Lavoratori e Lavoratrici con un Know how in grado di poter invertire il trend negativo che si registra.

      Nel distretto esistono situazioni di criticità: lavoro nero, Aziende che operano senza le autorizzazione previste per legge, il perdurare di sversamenti abusivi nella solofrana, assenza di controllo delle aziende conciarie nei lavori che danno in appalto. Da Aprile 2017, inoltre, il depuratore consortile di Solofra è sottoposto a sequestro con facoltà d'uso. Un fatto che conferma la mala gestione del ciclo integrato dell’acqua da parte della regione, sequestro ancora in atto. Ed ancora. La vicenda della società Corcosol rifiuti interrati da decenni - 45mila metri cubi di fanghi - senza alcuna soluzione con un continuo rimpallo di competenze tra enti indifferenti al potenziale inquinamento che il sito impatta sulla vita dei Lavoratori,cittadini e sulle falde acquifere nonché le conduttore di Alto Calore Servizi che passano vicini e dentro il sito.

      I comuni di Montoro e Solofra da oltre quattro anni sono stati interessati da una persistente crisi idrica dovuta alla chiusura di alcuni pozzi utilizzati per scopo potabile e industriale, a seguito della contaminazione della falda idrica con solventi clorurati, precisamente tetracloroetilene (PCE);

     Tale situazione ha determinato considerevoli disagi alla popolazione tutta ed anche notevoli problematiche alle numerose attività commerciali e produttive del distretto industriale, di conseguenza molte azienda Conciare hanno chiesto l'allacciamento alla rete idrica cittadina aumentando di fatto il disaggio in particolare per i cittadini che abitano nella zona alta di Solofra; sul versante Montorese la situazione è tornata quasi alla normalità solo grazie all’istallazione nel agosto 2017 dei filtri a carboni attivi da parte del ente gestore Alto Calore Servizi avendo potuto usufruire di un finanziamento regionale, sul pozzo di campo Sant’ Eustacchio si attende l'istallazione di ulteriori filtri anche per i pozzi situati in località Chiusa di Montoro;

     Allo stato attuale, sebbene sia stato istituito un tavolo tecnico presso U.T.G. di Avellino e sia stato predisposto un piano di caratterizzazione da parte dell'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale "Calore Irpino", non risulta che siano state avviate attività propedeutiche alla eventuale bonifica dei siti inquinati ne sono state rese informazioni in merito sullo stato di evoluzione del inquinamento;

     Le 00.SS. provinciali hanno siglato un "Patto per lo Sviluppo" in cui i temi della Sostenibilità e dello sviluppo con tutele ambientali e per i cittadini sono nelle premesse;

Tanto rappresentatovi

CHIEDONO

Alla S.V. di Convocare ed istituire una Commissione permanente Sul Distretto Solofrano:

1.            E1 necessario arrivare alla stipula di un Patto per la legalità che coinvolga Istituzioni ed attori dello sviluppo. L'obiettivo: attuare un controllo della filiera produttiva, stimolare la contrattazione territoriale, realizzare un censimento delle attività produttive che si muovono sul territorio del distretto conciario;

2.            Misure a salvaguardia dell'ambiente. Il rilancio del distretto conciario passa anche attraverso una sua più decisa "svolta green" il che vuol dire porre attenzione al sistema dell'ecocompatibilità, ad investimenti in materia di sicurezza e salute, investimenti per nuove tecnologie e formazione;

3.            Stimolare un percorso continuo di ricerca portando sul territorio del distretto conciario le competenze di Stazione Sperimentale Pelli e Cuoio, Arpac, Cnr, Università di Salerno;

4.            Attivazione di un desk che consenta alle aziende di intercettare fondi e finanziamenti;

Confidando nella Sua sensibilità e ruolo, certo della fondatezza della presente istanza sia in termini tecnico ambientali che socio economici, in attesa di riscontro porgono Distinti saluti.


I segretari Generali FILCTEM Cgil FEMCA Cisl

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