Solofra. Cimitero: l’acqua della fontana è amara amara…
Senza scomodare il culto dei morti, Napoleone, l’editto di Saint Cloud del 1804 (quello per cui le tombe dovevano essere tutte uguali e poste al di fuori delle mura cittadine, in luoghi soleggiati e arieggiati), e Ugo Foscolo, …il cimitero è comunque la cartina di tornasole della nostra esistenza: in un futuro, speriamo il più lontano possibile, sarà la nostra eterna dimora.
A Solofra, la gestione e lo stato di manutenzione di questa dimora, è poco edificante: avrebbe bisogno di una ripavimentazione (in alcuni tratti è totalmente assente!), di una seria manutenzione, della potatura degli alberi (qualcuno, soffoca addirittura le cappelle e andrebbe abbattuto) e delle siepi. Bisognerebbe risistemare le aree di deposito dei rifiuti, rifare i bagni pubblici (sono indecenti!), gli arredi, gli impianti e rendere antisdrucciolevoli le scale (prima che qualcuno si faccia male!), …ma, purtroppo, del cimitero si parla solo durante le elezioni!
Sono stati spesi tanti soldi per installare un’inutile sistema di videosorveglianza per acchiappare qualche povero matto che “rubava” fiori dalle tombe e non si è avuta la decenza, nemmeno, di sostituire la fontana posta nel retro della chiesa che, spaccata da anni dal gelo, presenta un profondo taglio pieno di ruggine che rappresenta un pericolo costante per i visitatori che prendono l’acqua per pulire le tombe dei propri cari.
La fontana non è certamente un’opera d’arte, ed il suo squarcio arrugginito non è uno dei famosi tagli di Lucio Fontana (1899 – 1968): pittore e scultore italiano, argentino di nascita, fondatore del movimento spazialista, che stupì il mondo dell’arte lacerando le sue tele con uno o più squarci verticali, per superare i limiti imposti dalla piattezza del quadro. Le brecce nei dipinti sono dei passaggi verso mondi paralleli, spazi mentali alternativi, che Fontana chiama “Attesa” o Attese in caso di più tagli! …Le tele lacerate sono delle vie di fuga dove si posa l’occhio dell’osservatore, solo e beato, nell’attesa che forse non accada nulla…
Considerate le note capacità di intervento degli amministratori comunali a tutela del decoro, riguardo alla fontana squarciata e arrugginita del cimitero, certamente, non accadrà nulla: …già sono impegnati a fregarsene del decoro dei vivi, impegnarsi a disattendere anche il decoro dei defunti sarebbe oltremodo gravoso per elementi privi di spessore civile e sociale! …
Così, vivi e defunti continueranno ad avere un cimitero abbandonato e mal custodito, sporco e pieno di erbacce, con una fontana rotta e arrugginita che si aziona con un’artistica chiavetta rossa da cantiere dell’esorbitante costo di € 1.50!
Ma non ci sono soldi: dice il riconfermato sindaco Vignola.
Però questo non è proprio vero, perché il comune incassa tantissimi soldini dal cimitero (canone luci votive, tumulazioni, estumulazioni, etc), e gli introiti non vengono sicuramente spesi bene.
Qualcuno giura di aver sentito qualche trapassato un pò “birichino” sussurrare ai propri congiunti che si lamentavano del pietoso stato in cui versa il cimitero: …questo è quello che si meritiamo i vivi per aver resuscitato un’amministrazione defunta!
Ma forse, la sua era, solo un’impressione…
mariomartucci