Ricatti e visibilità: il nuovo volto della politica solofrana
Le accuse del Vice sindaco di Solofra, Gaetano de Maio, in un intervista rilasciata ...
In data 21 Agosto appare sulla pagina Facebook di “Dentro la notizia” un intervista con protagonista il Vice Sindaco Gaetano De Maio. Incuriosito, la guardo per intero, sperando in un dialogo costruttivo rivolto agli spettatori e ai solofrani. Citerò testualmente le parole del Vice Sindaco: “...Al comune le cose non vanno tanto bene, quando cerchi di fare qualcosa non te la fanno fare, ma loro cercano visibilità…”, cosi inizia l’intervista che durerà ben trenta minuti. “...Solofra è un paese ricattabile, se insisti ti fanno qualche male azione...”, racconta, e parla di un “Onnipotente”, con il quale ha un rapporto “normale” ma che non gli consente di agire in libertà.
Mi sconcerta sentire la frase: “...Ci tengo a dire ai solofrani che il Comune di Solofra è uno dei comuni più poveri d’Italia. Se i solofrani pensano che Solofra può fare qualcosa, non può fare niente…”; Il classico “...e chest è...” , la frase arrendevole per eccellenza, che, a parer mio, non dovrebbe stare sulla bocca di un rappresentante del popolo.
Ci avverte che avrebbe voluto aggiustare la strada adiacente al Carrefour (credo si parli di Via Gregorio Ronca), ma anche quello non gli è stato accordato in giunta. Rivela di minacce ricevute e di lettere minatorie, ma non ha intenzione di mollare il Vice Sindaco, e ribadisce che “...la forza di Solofra è il lavoro, il Sindaco e il Vice Sindaco non contano a niente. Qui si campa di invidia...”.
Sulla questione ambientale si fa cenno ad un consorzio di conciatori che vorrebbe gestire la depurazione e gli scarichi: “...Abbiamo fatto delle richieste alla Regione per vedere come va la gestione; In questi giorni siamo andati a vedere cosa è successo...la schiuma, fuoriuscita da un silos, che conteneva detergente, ha solo lavato un po la Solofrana...”.
Queste ultime parole, citate quasi ironicamente, sottolineano che ancora non si prende sul serio un problema che perdura da decenni. “Una cosa è vivere di politica, e una cosa è vivere per la politica...non mi sarei candidato se avessi saputo di andare ad amministrare una società fallimentare...”.
Nelle parole del Vice Sindaco la società fallimentare in oggetto è il nostro paese. Da paese ricco e “Saluber”, che aveva un fatturato medio annuo di 1.500 milioni di euro, a “...uno dei comuni più poveri d’Italia...”.
Sarà colpa delle scelte, delle persone, o forse dell’invidia di cui parla il Vice Sindaco, ma sicuramente, buona parte della colpa, va attribuita ad un misto di cecità e presunzione, rincarata da una buona dose di ricatti e un briciolo di visibilità.
Carmine Russo