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Solofra. Settembre poi verrà …ma che Città riaprirà?

Fra qualche giorno finirà l'estate e anche quest’anno, a Solofra, nulla cambierà. Le promesse passate saranno solo un ricordo e se ne andranno, come l’estate, alle prime gocce di pioggia.

Per stare al tema, alle prime gocce di pioggia, anche la Solofrana (il torrente) si riempie di liquami: spesso la loro natura è ignota, ma qualche volta - anche a seguito di analisi - viene accertato che si tratta di schiuma prodotta da saponi fuoriusciti da un vecchio deposito non conciario prossimo all’autostrada AV-SA, che ha fatto gridare all’ennesimo scandalo ambientale.

La questione ambientale riguarda tutti i cittadini del comprensorio e dovrebbe essere affrontata senza competizione e senza strumentalizzazioni.

È chiaro a tutti che gli sversamenti abusivi provengono da monte, e non potrebbe essere altrimenti: l’acqua, naturalmente non sale, ma scende. I cittadini di Solofra, però, hanno lo stesso interesse di quelli a valle di vivere in un’ambiente sano servito da idonei depuratori e senza sversamenti abusivi.

Anche gli imprenditori conciari, che pagano tariffe di depurazione più che salate, hanno interesse a che nessuno faccia il furbo e riduca i costi di produzione bypassando i misuratori dei reflui e/o sversando abusivamente nella Solofrana senza alcun trattamento depurativo.

I cittadini a valle di Solofra, hanno il sacrosanto diritto di protestare, ma lasciamo che siano le forze dell’ordine e l’Arpac ad accertare gli sversamenti abusivi e la loro natura: gridare sempre “al lupo al lupo” potrebbe anche intralciare la loro azione repressiva.

Tutti vorremmo un mondo ideale senza inquinamento, in cui tutti sono felici e sani, ma, almeno finora, la pur lodevole azione di singole denunce non ha portato all’ambiente grandi benefici: il problema andrebbe affrontato in modo nuovo, costruttivo ed istituzionale, puntando ad obiettivi certi, concreti e raggiungibili.  

Cittadini ed imprenditori del comprensorio devono fare fronte comune e premere sulla Regione Campania affinché provveda, finalmente, a impegnare i fondi necessari per l’adeguamento funzionale degli impianti di depurazione di Solofra e di San Severino.

Si, perché l’Ente proprietario dei depuratori (la Regione Campania), è ben contento se i cittadini combattono inutilmente tra di loro, …e non contro di esso!

L’inquinamento è sempre direttamente proporzionale alla quantità e qualità degli investimenti che una comunità è disposta a fare per arginarlo. È una questione politica e va affrontata politicamente ponendo la Regione di fronte alle sue responsabilità di proprietaria degli impianti di depurazione, ed ai suoi obblighi istituzionali di tutela della salute dei cittadini.

Allora: …è più utile gridare “al lupo al lupo”, o mobilitarsi per pretendere dalla Regione gli investimenti necessari per adeguare gli impianti di depurazione?

Per tornaconti personali di politici di professione, la Politica e le Pubbliche Istituzioni hanno spesso imbrigliato la tutela dell’ambiente, il lavoro, le imprese, l’economia e la salute dei cittadini.

È giunto il momento di smetterla!

Affrontare i problemi di una comunità in maniera individuale, divisiva e saccente non conduce a nulla.

Ne sa qualcosa Solofra, che dopo cinque anni di amministrazione, partita nel 2012 con Vignola e altri 12 consiglieri, a causa di una gestione individuale fortemente saccente, frammentata e divisiva, si è conclusa nel 2017 con una risicata maggioranza di nove elementi, composta dallo stesso Vignola e da appena otto consiglieri: a volte persino sette e mezzo con l’aggiunta di qualche mezzo consigliere di presunta minoranza!

Vignola, nel 2017, si è eretto addirittura a vittima di presunti tradimenti patiti dai suoi ex compagni di viaggio, ma ha rivinto le elezioni solo grazie al miracoloso intervento di “San Gaetano De Maio”.
Gli errori del passato, però, non gli hanno aperto la mente: continua a collezionare il nulla e a crearsi volutamente “nemici” all’interno di
una maggioranza vanitosa e arida di soluzioni…

Si, perché il sindaco è Lui e gli altri non contano nulla e devono essere anche l’un contro l’altro armati, per poterli controllare meglio, in qualunque modo, … quasi come un Padrino?

Se fosse veramente un Padrino, potrebbe fare ai cittadini un’offerta impossibile da rifiutare: quella di tornarsene a casa e di chiedere scusa per lo stato in cui versa la Città. Un ospedale ridotto a un cadavere, un depuratore industriale inadeguato e sotto sequestro, una zona industriale desertificata con la maggior parte degli opifici inutilizzati impossibilitati - per motivi partitici - a mutare la loro destinazione d’uso. Nessuna opera di risanamento ambientale, pozzi civili sotto sequestro da anni, scuole inagibili, appalti pubblici perennemente bloccati, con strade, arredo urbano e illuminazione pubblica da terzo mondo.

Anche quest’anno verrà settembre, ma non si sa se ci sarà il sole per i cittadini, per i lavoratori, per le imprese e per la nostra economia…

mariomartucci

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