Solofra. Complesso Depurativo Alto Sarno: un altro sequestro.
Che destino avremo?
Dal 2009 la gestione del complesso depurativo Alto Sarno (Impianti di Solofra e di Mercato San Severino), costa alla Regione Campania, quindi, alle nostre tasche, € 8.8 milioni (euro ottomilioniottocentomila/00), con forti dubbi sia per la salubrità dell’ambiente che per la salute dei cittadini, tant’è che, il 24 aprile 2017, contro le emissioni nauseabonde, su sollecitazione di cittadini e associazioni residenti a valle del depuratore è intervenuta la magistratura che ha disposto il sequestro preventivo dell’impianto di Solofra rilevando il fumus dei reati di inottemperanza alle prescrizioni relative alle emissioni in atmosfera, il gettito di cose idonee a molestare le persone, l'assenza dell’AUA, l’assenza di un idoneo sistema di abbattimento delle esalazioni e l'inottemperanza delle prescrizioni atte a contenere le emissioni diffuse nei limiti di soglia.
L’ASL ha recentemente fatto anche delle analisi ambientali nella zona ed “ha scoperto” che il depuratore di via Carpisano …puzza ma non inquina!
Persiste, però, lo stato di sequestro preventivo e la facoltà d’uso concessa al gestore Cogei srl. La facoltà d’uso comporta l’onere di provvedere ad acquisire le necessarie autorizzazioni di legge e l’adeguamento dell'impianto alle prescrizioni impartite.
LA REGIONE FA ORECCHIO DA MERCANTE: sono tutt’ora in corso palleggiamenti cosmici per stabilire chi ha l’obbligo di acquisire le autorizzazioni e chi ha l’obbligo di adeguare l’impianto di Solofra.
Nel frattempo, il giorno di San Lorenzo 2018, quando a Solofra tutte le aziende conciare sono in ferie, sul complesso depurativo Alto Sarno si abbatte un’altra tegola: …per versamenti illeciti ed emissioni maleodoranti, su disposizione del Gip del tribunale di Nocera Inferiore, i Carabinieri del NOE sottopongono a sequestro preventivo, con facoltà d’uso, anche l’impianto di Mercato San Severino.
Le acque reflue urbane non vengono depurate con idonei impianti di captazione e trattamento delle emissioni maleodoranti Non era attivo e funzionante l’impianto scrubber e gli interventi migliorativi imposti dalla Giunta Regionale erano stati realizzati solo in parte. Sono stati denunciati nove responsabili.
Si rammenta che a seguito della delibera della Giunta Regionale n° 243 del 24 maggio 2016 (BURC n°39 del 15 giugno 2016), la gestione dell’impianto di Mercato San Severino (unitamente alle infrastrutture ed al personale addetto), situate nel territorio dell’ATO 3, sono state trasferite (ex art. 23, comma 2 L.R. n. 15/2015) all’Ente d’Ambito competente: cioè all'Ente d'Ambito n° 3 Sarnese-Vesuviano e per esso al gestore unico dello stesso ambito: la GORI spa. Ma la GORI, di chi è?
Il 51% della GORI spa è dell’Ato3 (consorzio di comuni Nolano-Vesuviano-Agro-Nocerino), il restante 49% è in mano all’Acea (51% Comune di Roma, 49% privati, tra cui Caltagirone).
La Regione si cura poco dei propri impianti e, aldilà della nuova normativa sul Servizio Idrico Integrato, vuole che la gestione dei depuratori - compreso quello di Solofra - resti in mano ai soliti vecchi gestori.
Il governatore De Luca, che è capace di imporre persino il colore della carta igienica nei bagni pubblici, sulla questione dell’EIC non ha messo bocca: ha preferito “glissare” per “salvare” i vecchi gestori, come la GORI,
che, quasi certamente, sarebbero tagliati fuori sia dall’affidamento in house (per i debiti o perché non interamente pubblici!), che da una gara pubblica europea.
Quindi, anche per San Severino nulla cambierà. Gli operatori dei comuni a valle di Solofra, di depurazione, continueranno a non pagare una mazza e si andrà avanti con il solito palleggiamento istituzionale: ogni tanto, la Magistratura, farà bella mostra di sé con qualche altro sequestro preventivo con facoltà d’uso.
Così, …tanto per placare la coscienza di tutti!
In questo andazzo politico-normativo chiedere genericamente alla Regione Campania l’affidamento della gestione del depuratore di via Carpisano, addirittura previa sistemazione e adeguamento dell’impianto e relativa nuova Autorizzazione unica ambientale (Aua), …che senso ha?
Aldilà di generiche ed utopiche richieste, sarebbe opportuno organizzare concrete alternative di gestione economiche e progettuali. È, invece, giusto che utenti (imprenditori), che pagano tariffe anche salate, rivendichino poteri di verifica e/o di controllo sulla corretta esecuzione della depurazione dei reflui industriali, sulle emissioni in atmosfera e sullo smaltimento dei fanghi, perché se l’impianto di via Carpisano chiude per vetustà e/o per inadeguatezza, a patirne le spese non sarà la Regione Campania o la Cogei srl, ma i lavoratori e l’intera economia del polo industriale solofrano.
mariomartucci