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Solofra. Depurazione. La Cogei fa ammuina, ma tutto scorre: …la Regione è d’accordo!

Dopo l’esclusione dell’impianto di Solofra dai finanziamenti a pioggia (30 milioni di euro fondi P.O.C.: D.D. n°185/2018) per l’adeguamento dei depuratori industriali delle aree ASI, e dopo il varo della L.R. n° 24 del 2 luglio 2018 (Variazione al bilancio di previsione 2018 – 2020) che ha escluso appostazioni di fondi a copertura dei costi di gestione degli impianti di depurazione regionali  per il periodo marzo-dicembre 2018, e lasciato privi di copertura i costi già sostenuti  nel periodo novembre-dicembre 2017, LA COGEI SRL  (insieme agli altri gestori di impianti regionali), “AVVISA” LA REGIONE (il Governatore, l’Assessore al bilancio, l’Assessore all’ambiente, i Prefetti di Napoli e Salerno, i Sindacati e i RUP) di non essere più in grado di far fronte ad ulteriori anticipazioni atte a garantire il servizio, compreso il pagamento delle maestranze e dei fornitori. Già nel 2015, la Regione aveva ritardato il pagamento delle spese di gestione e  la Cogei era pronta a lasciare gli impianti di Solofra e San Severino (https://www.ottopagine.it/av/daicomuni/11664/niente-stipendio-protestano-i-lavoratori-della-depurazione.shtml).

In pratica, la storia si ripete con la stessa trama, ed è una trama concordata!

La depurazione industriale Solofrana è gestita dalla Cogei srl da oltre otto anni.  La gestione Le fu affidata “in via temporanea”, nel 2010 (D.D. n. 17/2010), a seguito di gara pubblica e con sorteggio, perché tutte le ditte partecipanti avevano fatto lo stesso ribasso del 10% sull’aliquota base dell’utile d’azienda: nella storia degli appalti pubblici non si ricordano altri appalti affidati ”in via temporanea” con una durata così lunga!

La gestione degli impianti di depurazione regionali è economicamente una gestione garantita e sicura: la Regione Campania riconosce alla Cogei srl (e agli altri gestori) la copertura di tutte le spese di gestione sostenute più l’utile d’azienda, al netto del ribasso offerto in sede di gara (maggiorazione del 15% sul riconoscimento delle spese generali).

Pare che da noi i costi di gestione sostenuti per la depurazione ammonterebbero a circa 10 milioni di euro annui che moltiplicato per otto anni fanno circa 80 milioni: il 15% di 80 milioni sono ben 12 milioni di euro!

Una vera e propria manna dal cielo: più spendi più ti rimborsano e in più ti pagano anche l’utile d’azienda!

A queste condizioni dov’è il rischio d’impresa?

Si tratta solo di pazientare qualche mese ed i privati gestori degli impianti di depurazione regionali continueranno a percepire quello che hanno sempre percepito. O no?

Forse i gestori non si fidano più del Governatore?

Finora la gestione degli impianti di depurazione è stata sempre ben remunerata dalla Regione e la Regione continuerà a farlo, perché, almeno per ora, non ha alternative.

I gestori degli impianti di depurazione, però, sanno che con l’effettiva operatività della L.R. n° 15/2015 sul riordino del servizio idrico integrato e sulla istituzione dell’Ente Idrico Campano, il rischio di perdere la gallina d’oro è più che fondato: decadranno, infatti, tutti i vecchi affidamenti ai privati gestori e ci sarà, o una gara pubblica internazionale, o l’affidamento diretto ad una società in house interamente pubblica: almeno così è scritto nella legge, …ma non si sa quando ciò avverrà! 

Il Governatore, dati gli enormi interessi in gioco, almeno in questo suo primo mandato, non può permettersi di rendere operativa la L.R. n° 15/2015 sul gestore unico del S.I.I.

Così, per protrarre gli “affidamenti temporanei” già effettuati ex ante, si mette in scena il solito gioco delle parti: la Regione non mette a bilancio le spese di gestione degli impianti di depurazione regionali, i gestori fingono di chiudere gli impianti e di non pagare maestranze e fornitori. La Regione allora interviene, stanzia i fondi per la gestione e salva il sistema. I vecchi gestori continuano a gestire gli impianti con il medesimo corrispettivo e la L.R. n° 15/2015 non andrà mai a regime.

Tutti ci guadagnano, tranne i cittadini e le imprese utenti del servizio depurazione. 

Anche questa volta, la politica ha raccontato chiacchiere da bar e/o da “Lira TV”: la rivoluzione non si è compiuta, …e invece di essere ultimi, siamo stati addirittura umiliati e squalificati!

mariomartucci

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