Solofra. De Luca – Vignola: monte “Pergola” divorato e Ospedale “Landolfi” depotenziato.
Caro Direttore di “Solofra oggi”, la tua testata è da, sempre, la “voce di chi non ha voce”. Quindi, mi permetto di segnalare alla tua cortese attenzione e ai cittadini il silenzio che regna su determinate problematiche, che attanagliano il territorio conciario e l’intero Comprensorio, a partire dalla costante questione ambientale. Difatti, il monte “Pergola” ( detto monte” Elefante”) sta diventando una montagna amorfa, annullando la sua gigantesca sagoma, che rappresenta un’icona della cornice dei “Picentini”.
Se i lavori di sventramento del predetto monte dovessero continuare senza incontrare nessuna opposizione da parte di chi di competenza e delle associazioni ambientaliste, ci troveremmo a dover parlare di un mesto ricordo, replicando quanto è accaduto per la realtà agricola a valle, la cui lussureggiante e abbondante produzione agricola si intrecciava con la realtà artigianale a monte, fino a quando non è intervenuta la speculazione industriale e civile, che ha determinato lo stravolgimento del territorio.
In effetti, con i fondi della 488 sono state costruite concerie, che, dopo il boom, sono diventate cattedrali nel deserto, in attesa di essere vendute all’asta.
Poiché sono, profondamente, legato al territorio, mi sembra di poter affermare che il miraggio della ricchezza abbia abbagliato gli occhi e la mente sia degli imprenditori sia dei politici, incapaci di mettere argine alla distruzione del territorio. Del resto, non sono riusciti neanche ad adottare provvedimenti concernenti il cambio di destinazione degli opifici. Eppure, il redivivo Vignola, spalleggiato dall’imprenditore Gaetano De Maio, aveva promesso interventi specifici sul versante della parziale riconversione industriale.
Alla data odierna (25/01/ 2018), il primo cittadino conciario non è stato folgorato sulla “via di Damasco”, alias ASI di Avellino. Intanto, un fatto è certo: ad essere fulminate sono state le speranze dei solofrani.
A dire il vero, già, il popolo conciario sta soffrendo per una lenta, ma inesorabile agonia, legata al progressivo depauperamento dei servizi.
In primis, si tratta delle sorti dell’Ospedale “Landolfi”, istituito per eseguire la volontà e la gratuita elargizione del benefattore Agostino Landolfi e, poi, potenziato dai fondi della 219/81, relativi alla ricostruzione post sisma 23/11/1980. Quindi, l’Ospedale “Landolfi” non è stato una regalia politica.
Purtroppo, sembra che l’attuale governatore De Luca faccia il bello e cattivo tempo, giocando a ping-pong, fino ad estenuare l’avversario di turno.
De Luca, in un primo momento, aveva bacchettato e zittito i Sindaci, definendoli lamentosi. Successivamente, in prossimità della campagna elettorale, ha approfittato dell’inaugurazione della farmacia santagatina, per estrarre dal cilindro la proposta di aggregare il “Landolfi” con il “Moscati”, costituendo gli Ospedali Riuniti di Avellino.
Il fatto strano è che il primo cittadino Vignola si stia trasformando da leone in un mansueto agnello, accettando la proposta del Governatore, che vede la complementarietà tra gli ospedali di Solofra e di Avellino.
A parte il burocratese, l’attuazione della proposta del Governatore sarà benefica per il nosocomio conciario oppure potrebbe sancirne la graduale chiusura?
Inoltre, tale proposta non poteva essere formulata nei modi e nei tempi giusti, evitando giustificate preoccupazioni e notevoli malumori?
Grazie per l’ospitalità.
A. De Stefano