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Stefano Caldoro sbaglia a chiedere maggiore autonomia per la Campania e per il Sud

Caro direttore, Stefano Caldoro, capo dell'opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania, ha lanciato una proposta di legge per l’attivazione in Campania di un referendum sull'autonomia e per favorire il progetto di una macroregione meridionale. Il primo quesito chiede ai cittadini se vogliono che la Regione Campania intraprenda "tutte le iniziative necessarie per ottenere dallo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi dell'articolo 116 (quello dello Statuto Speciale) della Costituzione". Il secondo quesito nasce dalla esigenza di una più adeguata perequazione tra Nord e Sud e chiede il consenso su un più "incisivo esercizio dei poteri sostitutivi statali, al fine di garantire e tutelare la piena uguaglianza tra i cittadini campani ed i cittadini residenti in altre regioni". Il terzo quesito, infine, rilancia il modello di macroregione meridionale: processo diretto a realizzare un federalismo delle responsabilità".
E’ evidente che la proposta di Stefano Caldoro da un lato è una risposta ai referendum indetti in Lombardia e in Veneto e dall’altro è un tentativo di assecondare i nostalgici neoborbonici attualmente operanti nel Sud. La mia opinione è che questa è una proposta sbagliata perché è evidente che chiedere allo Stato contemporaneamente maggiore autonomia e maggiori risorse per la Campania e per il Sud è una contraddizione; chi fa politica al Sud dovrebbe battersi per l’unità della nazione in nome della solidarietà delle regioni ricche del Nord verso le regioni povere del Sud. Le proposte come quelle di Caldoro rischiano di essere un autogol piuttosto che un tentativo di far fare passi avanti al Mezzogiorno.

Cordiali saluti

Franco Pelella

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