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“È necessario far conciliare la tutela agro-forestale con il progresso".

“È necessario far conciliare la tutela del nostro immenso patrimonio agro-forestale con l’indispensabile progresso tecnologico. Un progresso che, pur nel pieno rispetto delle norme, non deve essere ostacolato dalla applicazione, a volte, cieca ed estremista delle leggi”. Così il presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Avellino, Roberto Salvante, che ha aperto a Calitri i lavori dell’evento formativo "Tagli boschivi e vincoli idrogeologici: normativa e procedure autorizzative".
L'incontro, che si è svolto lo scorso venerdì presso la sede della Comunità Montana Alta Irpinia a Calitri, ha offerto un fondamentale momento di confronto tecnico sulla gestione sostenibile del territorio, prevedendo anche l'attribuzione di Crediti Formativi professionali ai sensi del regolamento CONAF 9/2022.
Nel suo discorso introduttivo, che lo ha visto anche nella veste di moderatore, il presidente Salvante ha espresso vivi ringraziamenti alla Comunità Montana Alta Irpinia per l'ospitalità e l'invito, estendendo il saluto ai rappresentanti degli enti locali presenti – tra cui il Sindaco di Calitri, il Presidente della Provincia e il Presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto –, ai rappresentanti della Regione Campania e ai Carabinieri Forestali.
Il presidente Salvante ha poi sottolineato il valore della prossimità istituzionale: “Personalmente non è solo una soddisfazione per il fatto di essere qui a casa mia, ma soprattutto una soddisfazione che nasce dalla certezza che la presenza sul territorio sia indispensabile”.
Ha inquadrato l'iniziativa all'interno del percorso di crescita della categoria: “Questo evento rientra nell’attività della formazione continua, a cui tutti noi Professionisti siamo chiamati al fine di acquisire un aggiornamento costante delle nostre professionalità. Abbiamo inteso organizzare quest’evento formativo con tutte le parti attive nella speranza che sia anche l’occasione di confronto”.
Proseguendo nella sua approfondita analisi, ha fotografato la complessa realtà socio-economica dell'Irpinia: “Nella nostra provincia prevale ancora un’economia agrosilvopastorale caratterizzata in gran parte da piccole imprese familiari. Tutto il settore sta risentendo dei cambiamenti climatici con conseguenze sempre più evidenti sulle produzioni, del caro carburante e della difficoltà di reperire manodopera. Il settore forestale non fa eccezione”. Una debolezza strutturale che si riflette direttamente sulle attività locali: “Le imprese forestali locali sono per lo più familiari con scarso livello tecnologico e producono assortimenti a basso valore aggiunto. Manca una filiera produttiva strutturata per la lavorazione e trasformazione del legname”.
Il patrimonio boschivo irpino resta una risorsa immensa che attende di essere pienamente valorizzata: “Eppure il patrimonio forestale rappresenta un grande valore culturale ed economico, si estende per oltre 88.000 ettari (circa il 44% della superficie tot), ma è poco valorizzato, con una produzione di beni e servizi poco strutturata e diversificata”.
Proprio in questo contesto si inserisce il ruolo cardine e di mediazione dei professionisti del settore: “I Dottori Agronomi e i Dottori Forestali, forse più di altri, si occupano quotidianamente di queste tematiche e lo fanno in modo radicato e capillare. Conosciamo profondamente i problemi dei territori, dell’agricoltura, dell’ambiente, del dissesto idrogeologico e delle nostre risorse forestali. Spesso nello svolgere la nostra attività professionale, ci ritroviamo a rappresentare la figura di chi deve far in modo di soddisfare la necessaria applicazione della Normativa e dei Regolamenti in materia di salvaguardia e tutela dell’Ambiente e la legittima esigenza di chi abita questi Territori”.
La tutela del territorio non può infatti prescindere dal fattore umano e sociale: “Ed è per questo che siamo convinti che le azioni di tutela del territorio non possano solo essere dettate ma debbano tener conto delle esigenze di chi vive e lavora in queste aree”.
In conclusione, Salvante ha tracciato la rotta per un nuovo approccio strategico: “È necessario un nuovo modello di gestione sostenibile, unitario, partecipato, multifunzionale ed economicamente sostenibile per le risorse del territorio, capace di coniugare e contemperare le esigenze di sviluppo economico con quelle di tutela dell’ambiente”. 
L'evento è stato introdotto dal sindaco di Calitri, Attilio Maria Galgano. Hanno partecipato: Fausto Picone (Presidente Provincia di Avellino), Teodoro Boccuzzi (Presidente Comunità Montana Terminio Cervialto), Addolorata Ruocco (Responsabile della UOS Servizi Territoriali Provinciali di Avellino della Regione Campania), Alberto Mattia (Funzionario Regione Campania – Focus su R.R. 3/17 Norme e Procedure), Architetto Pianificatore Territoriale Antonio Faija (Responsabile Area Tecnica Comunità Montana Alta Irpinia), Alfredo De Benedetto (Comunità Montana Ufita – Relazione su "Il Ruolo degli Enti Delegati"), il dottore agronomo Gaetano Cornacchia e il dottore forestale Salvatore Moscariello (Vice Presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Avellino – Relazione su "Le Competenze dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali"), il maresciallo capo Nunzio Roberto Sorrenti (Comandante Nucleo CC Forestale di Lacedonia – Relazione su "Tutela e controllo").

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