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Tempo Pasquale: Domenica di Pentecoste.

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo Pasquale: Domenica di Pentecoste (2025-26)

Letture bibliche: At 2,1-11; Sal 103; 1Cor 12,3b-7.12-13; Gv 20,19-23

Introduzione (a) Gesù appare la sera della resurrezione agli Apostoli nel Cenacolo e dice loro: “Pace a voi! ... Ricevete lo Spirito Santo; a coloro a cui perdonerete i peccati saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati” (23). Così trasmette loro quel potere di rimettere i peccati, indispensabile per avere il perdono delle colpe gravi, rimetterci in grazia, avere la pace interiore e accostarci all’Eucaristia. Ma abbiamo tante altre colpe veniali, delle quali chiediamo perdono adesso per disporci meglio all’incontro col Signore nella Parola e nell’Eucaristia. (b) Atti ci racconta la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli e un centinaio di persone nel Cenacolo; Giovanni ci parla dell’effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli la sera della resurrezione, quando furono abilitati a continuare la missione di Gesù in tutto e specie nel perdonare i peccati; 1Corinzi ci illumina sui carismi che sono donati dallo Spirito ai credenti in Cristo.

I – Lo Spirito viene anzitutto promesso sia nell’AT che nel NT. (a) Nell’AT in molte occasioni era stato promesso a tutti lo Spirito Santo: “Avverrà: Negli ultimi giorni - dice Dio – su tutti effonderò il mio Spirito (At 2,17, che cita Gl 3,1); in realtà Egli già era stato donato ad alcuni personaggi che avevano qualche missione speciale da parte di Dio (p. es. Mosè, i 70 anziani suoi collaboratori, Giosuè, i Giudici, Saul, Davide, i Profeti, anche i sacerdoti, ecc.). La venuta dello Spirito trasformava questi personaggi, dotandoli di capacità, ordinarie e anche straordinarie, per il compimento della loro missione. Pensiamo per es. alle opere straordinarie realizzate da Sansone e da Davide, che fu trasformato da semplice pastore in un vero guerriero, conquistatore e re. (b) Anche Gesù promette lo Spirito agli Apostoli: soprattutto nel discorso dell’Ultima Cena per ben cinque volte preannuncia che essi riceveranno lo Spirito Santo che dirà tutto ciò che avrà udito dal Padre, vi guiderà a tutta la verità (Gv 16,13), v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto (Gv 14,26), egli darà testimonianza di me (Gv 15,26), vi annunzierà le cose future (Gv 16,13), egli mi glorificherà (Gv 16,14); ma anche prima dell’Ascensione rinnova la promessa del dono dello Spirito ai Suoi discepoli: riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e di  me sarete testimoni a Gerusalemme... e fino ai confini della terra (At 1,8). Rinnoviamo la nostra fede nell’onnipotenza di Dio e nella sua bontà nel prometterci lo Spirito, che viene effettivamente conferito da Gesù in due occasioni: la sera della resurrezione agli Apostoli e il giorno di Pentecoste a tutti. (c) Consideriamo i particolari della prima: apparve e stette in mezzo a  loro, augurando:  Pace a voi! e donandola; mostrò loro le mani con il segno dei chiodi e il fianco (20) col segno della lancia, per garantirli dell’identità di persona fra colui che avevano visto morire in croce e colui che stava alla loro presenza; conferì loro la missione, ricevuta dal Padre: Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi (21), missione che abbraccia i tre ministeri di Cristo favore degli uomini: profezia, sacerdozio, regalità, da esercitare con spirito di servizio; quindi donò loro lo Spirito: Ricevete lo Spirito Santo (22), che già Lo aveva sostenuto durante la vita terrena, come garanzia che essi potranno compiere la Sua stessa missione. Tra i tanti poteri conferiti agli Apostoli, ne viene ricordato specie uno: la remissione di tutti i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi: a coloro a cui perdonerete i peccati saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati” (23). Al dono dello Spirito si riferisce ancora Luca quando scrive che la sera della resurrezione, parlando agli Apostoli e ai presenti, Gesù aprì loro la mente per comprendere le Scritture (Lc 24,45;cfr. 24,26-27): esse, scritte sotto l’ispirazione dello Spirito, possono essere capite solo con l’aiuto dello Spirito. Rallegriamoci per la presenza di Gesù in mezzo a noi e per l’opera dello Spirito in noi, perché Gesù resta ancora oggi con noi in tanti modi e lo Spirito opera nella vita della Chiesa e nei fedeli con la distribuzione dei Suoi carismi. Siamo ben felici per il servizio di guida agli uomini e per la potestà di perdonare i peccati, conferita agli Apostoli e ai loro successori, nel battesimo e nella confessione. Che cosa sarebbe di noi se non ci fosse il perdono dei peccati?

II – (a) Lo Spirito viene dato in modo pubblico: “rumoroso”: Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano (2), e “visibile”: Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro (3), e tutti furono colmati di Spirito Santo, e udibile: cominciarono a parlare in altre lingue nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi (4). E’ un miracolo è evidentissimo: la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare la propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: “Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella nostra lingua nativa? (6-8)... li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio (11). E poiché il miracolo è un segno che deve aiutare a credere, grazie alle spiegazioni che Pietro dà alla folla accorsa, tutti coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone (At 2,41). Eppure una cinquantina di giorni prima sul Calvario stavano presso la croce solo sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria madre di Cleopa e Maria di Magdala … e il discepolo che egli amava (cfr. Gv 19,25-27). (b) Lo Spirito anzitutto trasforma interiormente gli Apostoli, da paurosi che erano: erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei (19), li fa coraggiosi testimoni di Gesù (cfr. At 1,8). Si verifica ciò che Gesù aveva promesso: lo Spirito di verità ...  egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza (Gv 15,26-27). E gli Apostoli porteranno la loro testimonianza fino ai confini della terra (At 1,8), anche a costo della vita. Secondo la tradizione, tutti subiranno il martirio, anche se non tutti moriranno nel martirio. Facciamo con tutto il cuore la nostra professione di fede: Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Ringraziamo Gesù per averci meritato il dono dello Spirito con la sua Passione e Morte. Crediamo nell’efficacia della presenza dello Spirito nel cuore dei credenti. Ringraziamo la Trinità che ha consolidato la nostra fede coi miracoli di Cristo e poi anche coi miracoli dello Spirito Santo.

III – (a) Negli Atti si riferisce di altre due “Pentecosti”, che furono accompagnate da segni esterni: 1. Tra il 30 e il 36 d.C., dopo la liberazione di Pietro e Giovanni, i fedeli, Quand'ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono colmati di Spirito Santo e proclamavano la parola di Dio con franchezza (4,31); 2. negli anni 54-57 a Efeso i discepoli di Giovanni il Battista si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini (19,5-7). Invece, Paolo scrive da Efeso ai credenti di Corinto prima del 57 d. C., e parla dell’opera ordinaria dello Spirito, che viene nei fedeli per mezzo dei sacramenti e dà loro i carismi comuni a tutti, come la fede: nessuno può dire “Gesù è Signore“ se non sotto l'azione dello Spirito Santo (3), la speranza, la carità; ma dà anche i carismi personali, di cui qui dà un elenco incompleto: il linguaggio della sapienza, il linguaggio della conoscenza, il dono delle guarigioni, il potere dei miracoli, il dono della profezia, il dono di discernere gli spiriti, la varietà delle lingue, l'interpretazione delle lingue (cfr. 1Cor 12,8-10), i quali sono sempre e tutti per il servizio della comunità: a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune (7). Ringraziamo il Signore per questi carismi e valorizziamoli. (b) Paolo insiste nel riportare tutti i carismi all’unico Spirito: Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito (4); Ma tutte queste cose le opera l'unico e il medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole (11), e afferma anche che unico è il Corpo di Cristo, di cui tutti siamo membra: Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo (12); così egli vuole ricordare che i discepoli si devono sentire una comunità solida, in cui tutti sanno di formare una cosa sola, perché unico è Spirito anima l’unico Corpo Mistico di Cristo. Paolo ne dà anche il motivo: Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo dissetati da un solo Spirito (13). Così la vivevano i primi cristiani: La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune (At 4,32). Domandiamoci se ci sentiamo veramente fratelli e uniti al Padre in Cristo per mezzo dello Spirito o se abbiamo indebolito in noi o addirittura perso il senso dell’unità fra i credenti; pentiamocene e la venuta dello Spirito Santo ce lo farà rivivere.

Pensiero eucaristico. Nella prima parte della Messa ascoltiamo la stessa Parola di Dio, che vuole e deve creare la base per l’unione delle menti; nella seconda parte riceviamo Gesù e ancora una volta lo Spirito Santo... Non abbiamo niente di meno di quello che avevano i primi cristiani per sentirci uniti fra noi e per vivere tale unione. Preghiamo la nostra Madre del Cielo e S. Giuseppe, e i Santi della prima comunità cristiana, che ci ottengano la grazia di essere noi pure un cuore solo e un'anima sola (mons. Francesco Spaduzzi)


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