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I tumori non rallentano né si fermano, la burocrazia si

L'Italia non rispetta la direttiva europea volta a tutelare i familiari delle «vittime del dovere»

Tumori, L’eurodeputato campano ha denunciato attraverso una interrogazione alla Commissione europea, che l'Italia non rispetterebbe la direttiva europea volta a tutelare i familiari delle «vittime del dovere», causa burocrazia. L’ultimo caso a Taranto, luogo dove da anni si registra un incremento di mortalità per tumori e su cui anche l’eurodeputata dei Verdi europei, Rosa D’Amato, nel luglio scorso aveva sollecitato le istituzioni europee. 
 
Bruxelles, 24 marzo 2021 -“Se un tuo familiare si è ammalato a causa dell'esposizione a materiali nocivi sul luogo di lavoro e, per via della frequentazione costante, anche tu sei stato affetto da una patologia o potresti esserlo in futuro, dovresti essere riconosciuto come «vittima del dovere». Lo prevede la direttiva europea 2012/29/UE che, però, nel nostro ordinamento ancora non è stata applicata e infatti l'Italia, proprio per il mancato recepimento, risulta in procedura di infrazione”. A dirlo in una nota l’eurodeputato indipendente dei Verdi europei Piernicola Pedicini.

“Faccio questa denuncia perché un gruppo di familiari di persone che si sono ammalate a Taranto a causa delle esposizioni all’amianto sulle navi militari, ha chiesto l’equiparazione della loro condizione a quella di «vittima del dovere», - racconta l’eurodeputato - ma le autorità Italiane hanno respinto le loro istanze perché lo stato è riconosciuto esclusivamente a dipendenti pubblici che, per cause di servizio, subiscono danni permanenti o perdono la vita. Si tratta di una decisione in aperto contrasto con la disciplina UE e per questo ho scritto alla Commissione europea affinché solleciti l’Italia a recepire la direttiva nel proprio ordinamento. E’ un atto di civiltà per offrire tutela alle tantissime persone che ogni anno non solo perdono i propri cari a causa di tumori sviluppati per cause connesse al lavoro, ma potenzialmente devono a loro volta affrontare il calvario di gravi ed estenuanti malattie. La persona che si ammala sul luogo di lavoro per esposizione a materiali nocivi, subisce un reato consistente nella violazione delle norme in materia di tutela della salute. Lo stesso reato lo subiscono i familiari - conclude Pedicini - lo Stato italiano si affretti a riconoscerlo”.

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