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Tempo di Quaresima: Domenica I dell'Anno B (2023-24)

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com)  

Tempo di Quaresima: Domenica I dell'Anno B (2023-24)

Introduzione. In Genesi Dio ci propone l’alleanza come maniera di rapportarci con lui; Pietro ci dice che la nostra alleanza si realizza in Cristo, nel suo sangue; il Vangelo ci ricorda che si entra nell’alleanza con la conversione e la fede nel Vangelo, seguendo Cristo come Maestro e Modello.

I -  Genesi 9,8-15 - Finito il diluvio e ritiratesi le acque dalla terraferma, Noè offre in sacrificio a Dio alcuni animali; e Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui (8), gli 8 sopravvissuti: Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi (9) e con ogni essere vivente (10), impegnandosi a non distruggere più gli esseri viventi e a non devastare la terra (11) -, come era avvenuto nel diluvio. Dio disse: Questo è il segno dell’alleanza,/ che io pongo (12), il mio arcobaleno sulle nubi,/ perché sia il segno dell’alleanza/ tra me e la terra (13), tra me e voi/ e ogni essere vivente che è con voi,/ per tutte le generazioni future (12).  Quando ammasserò le nubi sulla terra/ e apparirà l’arco sulle nubi (14), ricorderò la mia alleanza/….  e non ci saranno più le acque per il diluvio,/ per distruggere ogni carne (15). E’ la prima Alleanza, raccontata nella Bibbia; essa è di iniziativa divina e riguarda tutta l'umanità e gli esseri viventi, è unilaterale e incondizionata, nel senso che Dio non chiede niente all'uomo, che comunque deve credere in Dio. Riguarda quindi anche noi tutti di oggi. E’ un preludio della nuova ed eterna Alleanza, annunciata nell'AT e realizzata nel NT nella persona e nell’attività redentrice di Gesù, che ce la rende presente e rinnova nell'Eucaristia; vi veniamo inseriti col battesimo e si rafforza con gli altri sacramenti. Valorizziamo preghiera ed eucarestia, penitenza e digiuno dei sensi, carità fraterna e opere di misericordia corporale e spirituale per vivere la vita divina o per recuperarla. A questo ci serve il tempo di Quaresima.

II - 1Pietro 3,18-22 – S. Pietro ci interpreta il diluvio nella luce della rivelazione del NT. (a) Il Figlio di Dio diventò uomo per realizzare la nuova ed eterna alleanza fra Dio e l’umanità; Cristo è vissuto e ha patito ed è morto una volta per sempre per i peccati (18) di tutti gli uomini per amore al Padre e all'uomo; con la sua obbedienza espiò i peccati, che sono sempre disobbedienza al Padre per mancanza di fede, speranza e carità. Egli è il giusto e morì per noi ingiustiper ricondurci a Dio (18), dal quale ci eravamo allontanati. I nemici Lo misero a morte nel corpo, ma fu da Dio reso vivo nello spirito (18), nel senso che l’Anima e il Corpo si separarono fra loro, ma non dalla Persona Divina del Figlio, che restò unito sia al Corpo sepolto e all’Anima (18) in visita al Limbo dei Padri. Quanto grande è l'amore di Gesù per noi, che, per salvarci, patì per tutta la sua vita e specie nella passione e morte! Crediamo, speriamo, ricambiamo l'Amore di Dio per noi e amiamo i fratelli per amor suo. (b) Gesù nello spirito, cioè con la sua Anima, andò al Limbo e andò a portare l’annuncio della salvezza, da lui operata, anche alle anime prigioniere (19), i Giusti dell'AT e del mondo antico; qui c'erano anche quelli che avevano rifiutato l'invito alla conversione, loro rivolto da Noè, mentre lui fabbricava l’arca e Dio aspettava con pazienza la loro penitenza (20); nell'arca poche persone, otto in tutto, Noè e i suoi familiari, furono salvate per mezzo dell’acqua (20); quando iniziò il diluvio, tutti si resero conto che Noè aveva ragione e alcuni si pentirono e furono perdonati. Infinita la bontà di Gesù, che è veramente il Salvatore di tutti, anche degli uomini del Limbo. (c) Quest’acqua, che risparmiò le 8 persone nell’arca, è come immagine del battesimo e ora salva anche noi (21): il sacramento non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di uomini convertiti e credenti (21); esso produce i suoi effetti in virtù della risurrezione di Gesù Cristo (21), che è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo (22), dove Dio Lo esalta anche come uomo al di sopra di tutti gli Angeli (22). Da risorto Gesù ci fa membra del suo Corpo mistico e ci comunica la vita divina. Il Padre è l’origine della vita divina e ce la dà per l'azione dello Spirito Santo, ma ce l’ha meritata e ottenuta Gesù. La Quaresima ci deve aiutare a riflettere sulla persona e l’opera di Gesù e farci valorizzare quanto Egli ha fatto per noi nel passato e fa ora per mezzo dei sacramenti.

III - Marco 1, 12-15  - 1. Gesù ricevette il battesimo da Giovanni e fu proclamato Figlio di Dio e profeta. Prima che Gesù iniziasse la sua missione in pubblico, nel deserto doveva superare le tentazioni di Satana, nemico del Regno di Dio, e così mostrare sia di essere il più forte sia come i suoi discepoli dovrebbero lottare per vincere il demonio. Così subito lo Spirito sospinse Gesù nel deserto (12) e lo sostenne nella lotta contro il diavolo fino alla vittoria e con i suoi discepoli farà lo stesso. Gesù nel deserto rimase quaranta giorni di digiuno (13)facendo una vita molto sacrificata nella preghiera, in contatto continuo col Padre; fu tentato da Satana e lo stravinse; stava con le bestie selvatiche, ma gli angeli lo servivano (13). La vita di Gesù è tutta un esempio per noi ed è sorgente di forza per imitarlo. La Quaresima, per superare le tentazioni e vincere il diavolo, ci propone anzitutto di dedicare più tempo all’ascolto della Parola di Dio e a rispondervi con la preghiera, per esprimere il nostro amore a Dio, poi di impegnarci di più nelle opere di misericordia corporale e spirituale per  amore del prossimo, e infine di imporci il digiuno dei cinque sensi e della fantasia, sacrifici per sottrarci al peccato, anzi di morire a esso, per aderire totalmente a Dio.

 2. Gesù pativa nel deserto e Giovanni venne messo in carcere, dove continuò la sua vita di penitenza fino al martirio; allora Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio (14); riprendendo la predicazione di Giovanni Battista, che esortava: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino (Mt 3,2), e aggiornandola con 2 elementi importanti (15). Riflettiamo sulle parole, che sintetizzano la sua predicazione: Il tempo è compiuto (15), cioè è finita l'attesa del Salvatore, durata millenni dalla creazione dell'uomo: è venuto chi schiaccia la testa al Serpente (Satana); Il regno di Dio è vicino (15), cioè Gesù viene a invitare gli uomini a entrare nel Regno di Dio e collaborare a estenderlo, staccandosi da Satana e accettando Dio come Signore e Padre col rispetto dei precetti dell'amore; Convertitevi (15), cioè consentiamo allo Spirito di cambiare il nostro modo di pensare e amare e agire; Credete al vangelo (15), cioè riconosciamo che Dio ci ama e ci vuole salvare per mezzo di Gesù, Dio e Uomo, Salvatore, Maestro e Modello di vita: dobbiamo credere in Gesù e accettare il suo insegnamento su quello che dobbiamo credere e fare e anche attingere da lui la forza per metterlo in pratica: Lui dobbiamo mettere al centro della nostra vita. Leggiamo il Vangelo, meditiamolo, contempliamo Gesù, come hanno fatto Maria e Giuseppe, gli Apostoli e i discepoli di tutti i secoli. E diventeremo uomini nuovi: conformeremo il nostro modo di pensare, amare, agire a quello di Gesù. Dobbiamo ammazzare le tendenze cattive che sono dentro di noi: di qui la necessità della lotta e dei sacrifici; è necessario amare i nostri fratelli con le azioni: perciò la necessità delle opere di misericordia corporale e spirituale.

EUCARESTIA. Essa rende presente Gesù e il suo sacrificio, che espia i nostri peccati e diventa la sorgente più abbondante di vita divina e di forza per essere fedeli a Dio; in essa si rinnova l’alleanza, che Gesù realizzò fra il Padre e gli uomini. Chiediamo alla Vergine SS. e a S. Giuseppe, agli Angeli Custodi e Santi Patroni, specie ai Santi Penitenti, di ottenerci la vera conversione e la fedeltà a Dio. (mons. Francesco Spaduzzi)

Altri Temi: 1. E’ difficile che possiamo andare nel deserto per stare con Dio, ma possiamo crearci un “deserto spirituale”, qualche posticino dove nessuno ci distrae dal nostro incontro con Dio. A volte basta anche solo scegliere orari più adatti; e se anche questo forse impossibile, Dio non mancherà di sostenerci nel dialogare con Lui anche in mezzo alla folla e al chiasso.

2. Gesù pregava molto nel deserto. Anche noi dobbiamo dedicare del tempo a Dio per darGli tutto il nostro tempo: non possiamo pregare come Gesù e per il tempo che vi dedicava lui, ma possiamo e dobbiamo stabilirci dei tempi minimi, ma sufficienti, di preghiera, per evitare il peccato grave e mantenerci in grazia di Dio. Preghiamo di più e sarà più veloce il cammino spirituale.

3. Il tempo è compiuto (15). Verrà un momento in cui questo varrà per la fine della nostra vita, del nostro cammino in questo mondo: non ne conosciamo la data. Cerchiamo di vivere nel mondo in modo che il Signore sia contento di incontrarci e noi lo siamo altrettanto: manteniamoci sempre in grazia di Dio, così da poter dire sempre: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23,46).  

4. Si parla molto di Alleanza fra Dio e l’uomo nella S. Scrittura, che si divide in due parti: Antico e Nuovo Testamento, cioè Alleanza Antica e Nuova. Nell’AT Dio stipula molte alleanze con gli uomini: la prima è quella di Noè ma la fondamentale è quella di Mosè; importanti sono quelle con Abramo e con Davide. Il NT è l’alleanza per mezzo di Gesù Cristo con tutti gli uomini: Ogni alleanza è sempre esperienza di intimità con Dio e di fraternità fra gli uomini

5. Dio stipulava le alleanze dell’AT col sangue degli animali e prometteva beni materiali; la nuova ed eterna alleanza è stipulata nel Sangue di Gesù, Dio e uomo, e ci offre beni spirituali ed eterni, che Dio nella sua misericordia divina ci fa esclusivamente per sua bontà e generosità e per i meriti di Cristo, non per i  nostri. (mons. Francesco Spaduzzi)

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