SHOAH : un giorno per ricordare
Senza memoria non c’è domani per nessuno e ricordare è un dovere morale.
Mai abbassare la guardia contro i nuovi razzismi, i nuovi antisemitismi, le nuove discriminazioni e le nuove vittime , che sono quasi sempre i più deboli, i più indifesi, che sono i bambini.
Nel nome dei morti, per i vivi, per la civiltà, per la democrazia, per gli uguali in dignità, per i diritti di ogni uomo di qualsiasi colore e religione, per la nostra coscienza di cittadini del mondo………..
ricordiamo
che il 27 gennaio è il giorno di una memoria che non sarà mai cancellata nei secoli dei secoli;
ricordiamo
che il peccato di omissione è il più grave peccato di cui si possa macchiare l’uomo;
ricordiamo
che i bambini cantavano quando venivano inviati alle camere a gas, perché, disse uno di loro più grandicello al dottore austriaco Wolken : “ A voi sembrerà incredibile, ma noi ci stiamo avviando verso la liberazione. Qui è tutto così orribile e quello che abbiamo provato è talmente angoscioso, che qualunque cosa ci accada non potrà essere peggio. Sono sicuro che là ( e puntò il ditino verso il cielo), staremo meglio”;
ricordiamo
che il grande organizzatore delle camere della morte di Auschwitz, ebbe a vantarsi, al processo di Norimberga, dei progressi continui che riusciva a realizzare nello sterminio di uomini, donne e bambini.
Tanta macabra “bravura”, era “orgogliosamente” finalizzata alla gloria ed alla felicità della razza dominatrice;
ricordiamo,
non odiamo, ma preghiamo,
perché quando, anni dopo, fu ritratto da lontano nel parco della prigione di Spandau, da simbolo vivente del male, s’era trasformato nel fantasma del diavolo.
Ricordiamo…………………………………………………………………………………
Un vero testamento per la memoria.
A Dachau, dietro al filo spinato, sopra una pietra era scritto così :
Morirò domani
con parole d’amore sulle labbra,
Nell’alba di una notte di esilio.
Solo.
Di fronte al cielo indifferente.
Nessuno avrà saputo la mia fatica.
Per diventare uomo.
M. B.