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Monti … Agende, penne, calendari e…..ceneriere.

Solo gli ultracinquantenni possono ricordare i famosi calendarietti profumati che gli apprendisti dei barbieri donavano ai propri clienti nell’approssimarsi delle festività natalizie; ovviamente per fare gli auguri ed ottenere, perché no, qualche lauta mancia. Il tutto iniziò, almeno nei saloni più accorsati, all’inizio degli anni ’50.  Alla fine del taglio della barba o dei capelli, il barbiere era solito esclamare: “ragazzo spazzola!” Dopodichè  avveniva la consegna del famoso calendarietto profumato. Diversità di soggetti che minuziosamente il barbiere predisponeva per ogni cliente: ai giovanotti  quelli con pose “osè”, alle persone anziane quelli con immagini di opere liriche. Altri tempi….. Durante il boom economico, in seguito, chiunque avesse un’attività si affidava a piccole ditte specializzate che confezionavano, su richiesta, calendari, agende, penne, ceneriere e gadgets vari, recanti il nome dell’attività da pubblicizzare. Con le recenti crisi economiche degli ultimi tempi, la disoccupazione crescente ed il ricorso sempre più frequente alla cassa integrazione, tale consuetudine, purtroppo, è andata scomparendo. Non è stato così per l’ “Agenda Monti”.  Il professore è l’unica ditta, o una delle poche ancora, a regalare un’ agenda, la cui paternità, si vocifera, sarebbe a metà con il senatore Ichino. Balotelli per fortuna stavolta non c’entra! Nelle due ultime uscite di questi giorni, Monti è parso in preda ad un malcelato delirio di onnipotenza. Si è  montato la testa, si comporta da divo! Chi ha ascoltato la sua ultima “performance” elettorale, mascherata da discorso di fine anno, se n’è potuto rendere conto di persona. Una conferenza stampa “stupefacente”, come e più del crack! Toni sarcastici, narcisismo al massimo, presuntuosa e rancorosa arroganza, tanta faziosità. Il Professore ha parlato soprattutto di sé, del suo ruolo presente e futuro, di quelli che lo cercano, lo aspettano, lo vogliono. Alle sue condizioni! Ai suoi ordini! Altro che uomo extra partes, altro che tecnico, altro che salvatore della patria, altro che risorsa per il Paese! Capiamo bene che la visibilità può fare questi scherzi: anche a 70 anni si può rimanere infettati dal protagonismo! Perciò non ci stupisce che, seppur dopo aver sperimentato quanto sia difficile guidare un governo sostenuto da partiti litigiosi, accomunati soltanto dal desiderio di mantenere posizioni di potere e per nulla sensibili agli interessi dei cittadini, muoia dalla voglia di continuare a fare il Presidente del Consiglio. Avendo come sponsor, oltretutto,  personaggi verosimilmente poco affidabili: Casini, Ichino, Pisanu, Mauro, Montezemolo, Olivero, Fini, per citarne alcuni. Cos'hanno da spartire tra loro, se non qualche poltrona? È improbabile che riescano a convivere pacificamente ex democristiani, ciellini, ex comunisti, capitalisti e falsoni vari. Casini, poi, ha già smentito Monti circa la scelta dei candidati. “Li scelgo io” ha prontamente “gracchiato” il giorno dopo l’ufficializzazione della presenza dell’ “Agenda”  alle elezioni. Possibile che Monti, che tutto è meno che uno sprovveduto,  non l’avesse messo in conto? O il suo gioco è un altro? Perché lui sa benissimo che con quell’accozzaglia di formazioni sparse (UDC, FLI, ACLI, Liste civiche), alle quali farà da “ombrello” (o pennacchio?), non potrà mai avere la maggioranza per governare. Ma nemmeno per sogno!  E sa anche che, con tanti schieramenti in campo, il voto giocoforza sarà molto frazionato. Dunque, alla luce dei vari sondaggi, si preannuncia un ennesimo instabile governo di coalizione. Dove il PD, se vuole governare, avrà bisogno del “pacchetto” Monti. A questo punto, il Prof. lascerà Palazzo Chigi a Bersani, che muore dalla voglia di fare il Premier più di chiunque altro, in cambio del Quirinale! Eh già! Solo grazie all’ ”operazione Agenda” Monti poteva costruirsi una minima garanzia di vedere appagata la sua smisurata ambizione! Se fosse rimasto neutrale, invece, non avrebbe avuto nessuna chance di diventare Presidente della Repubblica, perché non avrebbe avuto niente da barattare! I dinosauri della politica giammai lo avrebbero proposto ed eletto. In fondo, con quella sua “camminata strana”, sta sulle balle un po’a tutti loro, come a tutti noi tartassati. Monti ha governato poco più di un anno, senza passare per le elezioni, pescando nelle tasche degli italiani tutti i soldi che gli servivano per stare al tavolo di Angela Merkel e degli altri governanti europei. Lo ha fatto scegliendo, colpevolmente, una politica economica sbagliata, che ora lui sta provando a rivendere come la migliore possibile e ad imporla con toni di arrogante moralismo. Non pensiamo che glielo perdoneranno gli italiani, che stanno per utilizzare le urne per fare sentire la loro voce. Con il suo governo, con le sue tasse, con le sue cattive riforme, ha creato un deserto e l'ha chiamato “credibilità”. Si è riempito la bocca di “crescita”, ma non un indicatore socio-economico, in questi 13 mesi, ha mostrato segno positivo. Era questa la missione che gli aveva affidato Napolitano? Per conto di chi? Di chi vuole comprarci in offerta speciale? E sulla crisi? Perché non ha mai provato a spiegarcela? Perché non ci ha mai detto cosa è veramente successo e da dove tutto è partito? E poi, perché non ha dato conto delle riforme sbagliate che ha fatto quest'anno sotto la pistola puntata alla tempia dalla Merkel e dallo spread? Il suo tanto sventolato riformismo fondamentalista e conservatore ha portato all'introduzione dell'Imu, con relativa contrazione del valore del patrimonio immobiliare. Ha impoverito quell'oltre 80% di italiani che abitano nella loro casa. Non è stato “fine” il modo con cui hai rivendicato questa ingiusta tassa in conferenza stampa. Minacciando la necessità di raddoppiarla se qualcuno solo si azzardasse a pensare di toglierla. Ma per conto di chi parla? Ha introdotto un nuovo modo di governare un paese democratico: con le minacce! E la riforma delle pensioni? Ha avuto il solo risultato di produrre 350mila «esodati». Forse era meglio non far nulla. Era meglio che la Fornero, invece di tapparsi le orecchie, si tappasse la bocca. Ha scelto deliberatamente e con vile accanimento di colpire la categoria dei pensionati lasciandone in pace tante altre, che potevano e dovevano contribuire al risanamento dei conti, ed è per questo che per noi la cosiddetta “Agenda Monti” non può di certo essere la ricetta giusta per la crescita e lo sviluppo del Paese. Come era meglio non far nulla sul mercato del lavoro, la cui riforma sta facendo schizzare ai livelli più alti in Europa la disoccupazione giovanile, a causa del mancato rinnovo dei contratti a termine. Avevamo bisogno di più flessibilità nell'assumere, abbiamo prodotto solo un blocco. E a pagare sono stati e saranno i giovani. E la mitica spending review? Alla fine non si è concretizzata in altro che in banali tagli lineari, con risultati risibili. I risultati della politica economica del governo Monti sono sotto gli occhi di tutti. Il suo è stato un anno di pacche sulle spalle e di apparente apprezzamento in campo internazionale, salvo poi vederci isolati in India, come a Bruxelles. In Europa non ha ottenuto nulla: è stato ininfluente! Per questo a Bruxelles lo amano: obbedisce e non disturba.    Ma per fortuna ci sono ancora persone intelligenti tra gli italiani, con il loro voto e la loro libertà. Nonostante l’Agenda! Nonostante i media, produttori di populismo, nonostante le banche, i poteri forti, le cancellerie arroganti ed interessate, nonostante la Chiesa! Sì anche la Chiesa! Sempre pronta ed attenta a tutelare i propri interessi, non ad altro. Auguriamoci che dalle urne esca la maggioranza di un solo schieramento: condizione imprescindibile per un governo stabile che faccia finalmente le dovute riforme senza appoggiarsi agli alibi di sempre. Auguriamocelo vivamente! Altrimenti, oltre all’agenda, ci resteranno solo penne, calendari, e…..ceneriere!

                                                                                              Captain America

 

 

 

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