Femminicidio
E' accaduto ancora, l'ultima vittima è una donna del casertano, di San Felice a Cancello, Giovanna De Lucia che dopo il perdurare di litigi familiari, ha avuto il coraggio d'interrompere la sua relazione con il padre dei suoi tre figli, Giovanni Venturano.
Quest'ultimo intorno alle 15 di ieri, 9 dicembre, è andato a trovarla, come da copione, ne è nato l'ennesimo litigio e l'uomo forte del fatto che fossero rimasti chiusi e da soli in una stanza, ha colpito la donna ripetutamente con un coltello con una lama lunga 20 centimetri, alla schiena, al petto e alla gola.
Nemmeno il tempo di elaborarle notizie simili che la "follia omicida" corre piu' veloce di ogni immaginazione, tragica ed efferata.
Risale solo allo scorso venerdì la notizia dell'uccisione di Lisa Puzzoli, il cui compagno ha percorso ben 350 chilometri da Santa Sofia (Forlì) a Villa Orba di Basiliano (Udine) per portare a termine il suo disegno criminoso; In macchina un coltello che poi ha usato per distruggere quello che raccontava essere l'amore della sua vita.
Lisa pero', a differenza di Giovanna, aveva piu' volte denunciato il suo aggressore ma non era stata ascoltata né adeguatamente tutelata.
L'Italia così è sempre piu' responsabile nell'omissione dolosa alla prevenzione di tali "omicidi di genere".
Il "femminicidio" nel nostro paese è un'emergenza enorme alla quale lo Stato non sa e non vuole porre rimedio né dare risposte, adducendo come motivazione della sua indifferenza, la crisi economica. Essa è certamente un altro degli ostacoli al contrasto del fenomeno determinato sia dal finanziamento dei centri antiviolenza, che o non avviene o è a singhiozzo, sia per politiche dirette e immediate in tutti i settori che siano destinati, o da destinare, a tale scopo.
Un altro problema intanto, attiene la punizione di questi reati e non tanto l'esigenza dell’inasprimento della pena, ma la sua giusta esecuzione attraverso la normativa già presente, della quale di sovente nei tribunali si registra la mancanza della sua effettività o peggio, la minimizzazione di certi comportamenti lesivi.
Quando è stata commessa una violenza non si può accettare che ci sia, nella fase preliminare, la massima garanzia dell’imputato se non è contestualmente prevista la massima assistenza e protezione della vittima.
Con tali motivazioni gl'interventi oltre ad essere di tipo pratico, dovrebbero coinvolgere la cultura, per poter demolire quegli stereotipi che sono oramai polimorfi.
Cambiano i nomi, le età, le città ma le storie restano purtroppo sempre le stesse e si ripetono; anche il rituale delle inutili denunce rappresenta un copione già letto, ed è l'elemento che colpisce maggiormente, che suscita profonda rabbia e indignazione perché la denuncia è un atto di coraggio, una richiesta di aiuto e di affidamento nelle istituzioni che invece spesso, "fanno spallucce" ed invitano a soprassedere.
E così si archiviano nella cronaca nera altri delitti, da taluni definiti omicidi passionali, da altri raptus e amori criminali, ma che non rappresentano altro che la manifestazione dell'incapacità del nostro Governo sulla cui credibilità c'è da interrogarsi, soprattutto in vista del dato che fa emergere che 7 donne su 10 prima di essere state uccise, avevano denunciato.
Avellino li 10/12/12 Avv. Tiziana Tomeo
Presidente di Cammino-sede di Avellino