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La sinistra radicale sbaglia a criticare molto il decreto del Governo sulla sicurezza urbana

Caro direttore, da molto tempo la sinistra radicale ha un comportamento schizofrenico che spiega anche, secondo me, lo scarso consenso elettorale che essa riesce ad ottenere. Quando criticano i comportamenti clientelari, assolutistici e consociativi di Matteo Renzi e dei dirigenti del Partito Democratico di solito i rappresentanti della sinistra radicale hanno pienamente ragione ma quando, però, si tratta di entrare nel merito delle politiche relative alla sicurezza urbana (criminalità, immigrazione, terrorismo, ecc. ecc.) essa mostra tutti i propri limiti di elaborazione politica. L’ultimo esempio è il decreto legge sulla sicurezza approvato l’altro giorno dal Consiglio dei ministri; esso è stato criticato pesantemente (tra gli altri) da Roberto Saviano e da Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, perché trasformerebbe la guerra alla povertà e alla marginalità in una guerra contro i poveri e i marginali. Secondo loro allontanare chi ha comportamenti illegali dal centro delle città significherà prendersela con gli immigrati e i mendicanti e non risolverà il problema della sicurezza; ma fa riflettere il fatto che alcuni sindaci di destra abbiano detto che comminare un Daspo, cioè allontanare qualcuno, e fare le multe non servirà a niente perché la maggior parte delle persone che oggi mina la sicurezza urbana non rispetterà i Daspo, non pagherà le multe e non andrà in cella. Tali considerazioni dovrebbe far riflettere chi criminalizza il decreto legge del governo. Io sono d’accordo, invece, con chi dice che le misure decise dal Consiglio dei ministri, pur senza essere la panacea per la sicurezza urbana, possono essere utili per disincentivare atteggiamenti sbagliati.


Cordiali saluti


Franco Pelella 

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