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Stadio della Roma: la sinistra radicale dovrebbe ammettere che è stato raggiunto un buon compromesso

Caro direttore, il critico d’arte Tomaso Montanari ha scritto un articolo per commentare l’accordo raggiunto tra l’Amministrazione Comunale di Roma e l’Associazione Calcio Roma per la costruzione di un nuovo stadio a Tor di Valle. Secondo lui i Cinque Stelle: “…dopo aver promesso di rovesciare il sistema dalle fondamenta, escono dalla vicenda dello Stadio come la più mediocre giunta post-democristiana. La situazione ha del paradossale. Perché oggi rimane deluso chi dal Movimento si aspettava una svolta radicale. Mentre possono tirare un respiro di sollievo tutti coloro che li hanno temuti e attaccati ferocemente perché ‘antisistema’, o addirittura ‘eversivi’. Altro che alieni: tutto il ‘sistema’ si frega le mani, avendo scoperto che anche con questi ‘alieni’ si tratta, eccome. Non perché siano corrotti, sia chiaro: ma perché sono impreparati, e culturalmente fragili” (“M5S come la Dc si ai palazzinari per non perdere il consenso”; La Repubblica, 26/2/2017). 

Non sono d’accordo. L’intesa raggiunta tra l’Amministrazione Comunale di Roma è chiaramente un compromesso tra il progetto iniziale e l’abbandono del progetto; ma si tratta di un buon compromesso. Aver ottenuto, come ha detto la sindaca Raggi, i seguenti impegni da parte della Roma non mi sembra un risultato da poco: “Tre torri eliminate; cubature dimezzate; elevati gli standard di costruzione a classe A4; messa in sicurezza del quartiere di Decima; realizzazione di una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido”. Resta da riflettere sul perché anche in questo caso la sinistra radicale, della quale il professor Montanari è un noto esponente, invece di essere soddisfatta per la capacità dimostrata dal M5S di fare buoni compromessi tende a rifiutarli per principio. Ma la politica richiede tale capacità perché nella società gli interessi in gioco sono tanti; l’importante è che non si facciano compromessi al ribasso e questo non mi sembra tale.

 

 

Cordiali saluti

 

 

 

Franco Pelella -

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