Ecco perchè a Solofra c'è la crisi idrica: capitolo2 pozzo S.Francesco
Tutti noi, a questo punto, speriamo per il meglio.
Speriamo che l’acqua che sgorga dal pozzo sulla Scorza, completato ad ottobre 2016, risulti NON CONTAMINATA dai rifiuti di una discarica inattiva, eppure un dubbio legittimo non può che rimanere in attesa delle analisi ASL.
Ma quello che sconvolge a questo punto è il continuo ritornello del sindaco contro gli enti superiori, oggi è il turno dell’ASL che non vuole ammettere che “Quell’acqua è di grande qualità, nasce in alto, lontano dall’inquinamento. Ma manca ancora un certificato dell’Asl”
Tutti siamo ormai assetati ( passatemi la metafora) e siamo attaccati alla messa in funzione di questo nuovo pozzo.
Ma bisogna fare delle precisazioni, in parte già fatte dalla stessa dirigente Asl sempre su Orticalab.
Questo dell’Asl non è un capriccio ma è semplicemente il rispetto della normativa, quello che sconvolge è che il sindaco fa finta di venire da Marte quando dice che la procedura va velocizzata.
Sembra un marziano perché’ un sindaco non può non sapere quali sono le normative e non è possibile che prima dell’inizio dei lavori non avesse in maniera chiara ed inequivocabile il crono programma dei lavori edili e delle successive analisi. È una presa in giro per tutti cittadini ed istituzioni.
Le analisi dell’ASL non sono una strana e “misteriosa” pratica burocratica, voluta da chissà quale nemico dell’ordine pubblico, contrario a Vignola, utile solo a far perder tempo ed intralciare le strategie amministrative del sindaco.
Una amministrazione comunale accorta e conscia delle regole, agisce per tempo secondo programmi e piani che DEVONO ESSERE corretti ed inattaccabili proprio al fine di evitare i ritardi in cui di norma ci si può imbattere.
Si tratta di regole, prassi che DEVONO ESSERE RISPETTATE prima di permettere a i cittadini di rifornirsi di acqua di cui non si conosce la bontà né il sindaco può dire che “Quell’acqua è di grande qualità, nasce in alto, lontano dall’inquinamento. Ma manca ancora un certificato dell’Asl” perché di certo non è un esperto ambientale o di ingegneria civile.
Per inciso l’Asl ha dichiarato di aver cominciato a fare le analisi ben prima della richiesta del sindaco proprio per accelerare i tempi!
Ebbene, alla luce di tutto questo, rimarremo col fiato sospeso e senza acqua, per forse un altro anno, in attesa dell’esito di tali analisi.
Decidere dove costruire un pozzo è una scelta amministrativa, non politica. Tale scelta la si deve fare a seguito di uno studio ed un monitoraggio. Forse questo studio può prendere più tempo ma dà la certezza di individuare il luogo adatto in cui compiere l’opera e non incorrere in intoppi procedurali.
Non si può decidere un’area in base alle sensazioni del momento, perché se quelle sensazioni ad Ottobre 2017 risultassero sbagliate, avremmo:
un’altra opera incompiuta;
una comunità senz’acqua per chissà quanto ancora;
circa 300.000 € buttati;
E non possiamo permettercelo! Non più!
Dobbiamo spiegare ai cittadini che non avere responsabilità nell’inquinamento della falda non giustifica il disinteresse dimostrato dall’amministrazione sul problema della contaminazione di essa, Non si può sempre sperare, come hanno sempre fatto I VECCHI AMMINISTRATORI, che la bomba esploda nelle mani dei propri successori. Quando la bomba esplode sono i cittadini che ne fanno le spese, sempre.
Ebbene, questo ordigno ora è esploso e non dipende certo dalla regione, dalla provincia o dall’ASL se il percorso procedurale che avrebbe dovuto risolvere il problema si è inceppato.
Non è una questione di “elasticità, si tratta di regole poste a garanzia di tutela dei cittadini, né può essere richiesto di abbreviare il periodo di monitoraggio che la legge dispone per verificare la salubrità dell’acqua.
Prendere decisioni in ritardo o senza cognizione di causa determina conseguenze che si riverberano su una intera collettività.
Ai sensi del D.lgs 18 agosto 2000 n. 267, il sindaco ha delle responsabilità quale responsabile dell'amministrazione comunale, quale primus inter pares, espressione della collettività che amministra e quale "ufficiale di governo".
Se invece il sindaco ritiene che l’acqua sia perfetta e il pozzo sicuro, si assuma la responsabilità e imponga alla ASL l’apertura del pozzo in anticipo rispetto ai termini di legge.
Tutti speriamo che l’acqua del nuovo pozzo sia almeno il doppio di quella necessaria a risolvere la crisi idrica di Solofra, visto che circa la metà dell’acqua distribuita del nostro acquedotto viene persa.
Certo il nuovo pozzo quando andrà in funzione potrà migliorare la situazione attuale, ma badate bene che il 50% di quei 24 litri al secondo andranno persi a causa di una rete vecchia e inadeguata che nessuno si e’ preso la briga di riprogettare. Quindi di quei 24 litri ne porteremo a casa solo 12.
E’ come andare a comprare una bottiglia d’acqua da 2 litri al supermercato e arrivati a casa averne solo 1 !!
So benissimo che 1 litro rispetto a 0 è sempre un litro ma ne hai pagati sempre 2 e, cosa più grave, se non metti un tappo alle altre bottiglie perderai sempre acqua per strada!
L’augurio che faccio alla comunità di Solofra è che questo VECCHIO MODO DI AMMINISTRARE possa essere spazzato via da un NUOVO e più MODERNO modo di amministrare, un augurio che può realizzarsi solo se altre persone ed altri professionisti competenti, si impegnino a creare un’alternativa a questo SISTEMA FALLIMENTARE di gestione della pubblica amministrazione.
Dott. Carmine Manzo (SOLOFRAVIVA)