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Immigrati. De lieto (li.si.po.), si pensi ai milioni di italiani in situazioni simili o peggiori di quelle degli immigrati. Sbagliato il “lavoro socialmente utile”, per immigrati . No a qualsiasi “incentivo” per migranti.

Totale contrarietà del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) all’iniziativa di coinvolgere  i richiedenti asilo  nello svolgimento di  ”lavori  socialmente utili”, perché  si sottrae ai tanti, troppi disoccupati italiani, la possibilità di fruire di occasioni di lavoro, che rappresentano una boccata di ossigeno, soprattutto per quei disoccupati, ultracinquantenni, esclusi dal mondo del lavoro, che molto difficilmente troveranno occupazione. Assurdo. A giudizio del LI.SI.PO.- ha dichiarato il Presidente Nazionale Antonio de Lieto - solo pensare a questa soluzione, per u Paese, come l’Italia, con oltre tre milioni di disoccupati. Assurdo, poi, a giudizio del LI.SI.PO., pensare di assegnare, come una sorta di “incentivo”, 3.500 € ad immigrati che non hanno titolo a rimanere in Italia, per farli rientrare volontariamente, nel Paese di provenienza e non basta, il nostro Paese si farebbe carico anche  del  reinserimento del migrante, nel mondo del lavoro, nel  loro  Paese.  La realtà vera – ha continuato de Lieto - è il caos con il quale è stata gestita  la “immigrazione” nel nostro Paese: invasione quotidiana, assurdo buonismo,  una politica dalle “braccia  aperte”, di cui oggi paghiamo le conseguenze . Un Paese con la spina dorsale “dritta”, avrebbe come obiettivo immediato,  l’allontanamento  dal nostro Paese  di chi ha commesso qualsiasi tipo di reato e di chi non ha titolo a permanervi. Vi sono Paesi , come il Pakistan e l’Afganistan,  - ha rimarcato de Lieto - che hanno accordi, in materia di immigrazione ed espulsioni, con il nostro  Paese. Si cominci ad espellere, subito, chi deve essere espulso, i cittadini di questi due Paese e di tutti gli altri Paesi, con cui vi sono accordi in materia e si cerchi di raggiungere specifici accordi, con gli altri Paesi interessati. Si usino aerei militari, sia per  contenere  i costi, che per evitare  situazioni, già verificatisi in passato, che rallentano o impediscono le  espulsioni.  Questo nostro Paese – ha concluso il leader del LI.SI.PO. - non ha soldi per dare i famosi “80” € agli appartenenti alle Forze di Polizia, non ha soldi per aumentare  le pensioni da fame, per aiutare  i milioni di Italiani, in condizioni di povertà, ma trova subito, senza batter ciglio, una parte importante dei promessi 3.500 € per ogni migrante che accetta di lasciare il nostro Paese, a cui bisogna aggiungere le spese di viaggio e di reinserimento.

Roma, 19 gennaio 2017.

 

 

 

L’ADDETTO STAMPA

Antonio Curci

 

 

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