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La crisi idrica spiegata dall'amministrazione solofrana

Egregio direttore buongiorno,

sono uno dei pur numerosi cittadini solofrani fortemente colpiti dalla cosiddetta “crisi idrica” del paese. L’assenza di acqua sta infatti cambiando la vita di alcune persone certo, compresa la mia, ma sul concetto di crisi vorrei tornare tra poco in quanto non sono del tutto d’accordo sul significato del termine.

È veramente umiliante alzarsi di mattina e non poter accedere a quello che ormai considero non un servizio tra l’altro pagato ed anche bene, ma un lusso: lavarsi.

Inoltre lavorando fuori provincia non ho nemmeno la percezione della presenza seppur limitata dell’ acqua in casa, in quanto al mio ritorno, che per necessità  avviene nelle ore serali, l’acqua resta una speranza più che una presenza. Mi restano le informazioni di mia moglie pazza di gioia quando riesce ad avere un filo d’acqua per circa un’ora pomeridiana nella quale deve concentrare i bisogni personali e della casa.

Vi starete domandando se mi lavo, giusto? Ebbene si, ma non volevo dirlo per non causare sentimenti di invidia in alcuni concittadini o di rivalsa per altri che spinti dal bisogno potrebbero decidere di appropriarsi indebitamente di questo bene prezioso ed assaltare la famiglia che gentilmente me ne concede qualche litro giornaliero. Scherzo ovviamente, tuttavia l’anomalia è la seguente: c’è qualcuno (tanti) che ha l’acqua in paese per l’intera giornata.

A questo punto però, caro direttore, mi spiace ma non possiamo parlare di crisi: la crisi è tale quando causa il deterioramento di una condizione oggettiva di un’intera comunità non sempre degli stessi individui. Qualcuno riesce a spiegarmi perché il freddo di questi giorni ha colpito solo la pompa che porta l’acqua a quelle abitazioni che già subivano il razionamento dell’acqua? ………..Ho capito! si tratta di sfortuna. Perché subire prima la chiusura dei serbatoi dai quali si attinge l’acqua per determinate zone del paese e poi il congelamento delle pompe che servono le stesse zone è proprio un colpo di sfortuna. Più che di un idraulico abbiamo bisogno di un esorcista. Ma tra l’altro la pompa che porta l’acqua nella mia zona si è congelata a Settembre, quando c’erano circa 30 gradi…… Qui nemmeno l’esorcista potrà fare molto, si va contro la fisica.

Un suggerimento vorrei darlo ad alcuni amministratori: cogliete quest’attimo a voi favorevole e con grande dignità gettate la spugna additando questo ennesimo fallimento del vostro operato al fato avverso, che servendosi del freddo polare ha reso vani i vostri immensi ed apprezzati sforzi.

F. Maffei


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