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Le affermazioni anti-immigrati di Beppe Grillo sono andate ben oltre quelle del governo

Caro direttore, dopo che il Ministro dell’Interno Marco Minniti e il Capo della Polizia Franco Gabrielli hanno annunciato con una circolare l’intenzione di raddoppiare le espulsioni degli immigrati clandestini attraverso maggiori controlli e l’attivazione di nuovi Cie (Centri di identificazione ed espulsione) Marco Travaglio è intervenuto per affermare che quando le stesse cose le dicono i 5Stelle è fascismo mentre quando le dice il governo è “la svolta” (Ma mi faccia il piacere; Il Fatto Quotidiano, 2/1/2016). Ma hanno detto le stesse cose i 5Stelle? Non direi. Essi sono andati ben oltre. Il 23 dicembre scorso Beppe Grillo ha fatto sul suo blog le seguenti affermazioni: “L'Italia sta diventando un viavai di terroristi, che non siamo in grado di riconoscere e segnalare, che grazie a Schengen possono sconfinare indisturbati in tutta Europa. Bisogna agire ora. 1) Chi ha diritto di asilo resta in Italia, tutti gli irregolari devono essere rimpatriati subito a partire da oggi. 2) Schengen deve essere rivisto: qualora si verifichi un attentato in Europa le istituzioni devono provvedere a sospenderlo immediatamente e ripristinare i controlli alle frontiere almeno finché il livello di allerta non sia calato e tutti i sospetti catturati.” (Ora è il momento di proteggerci; www.ilblogdellestelle.it, 23/12/2016). Ma che senso ha dire che tutti gli irregolari devono essere rimpatriati "da oggi"? Come sappiamo quali sono gli irregolari, se ancora non è completata la procedura di riconoscimento del diritto all'asilo? Dove li mandiamo, se non esistono accordi con tutti i Paesi di provenienza? Che senso ha ripristinare le frontiere (pagando per altro un prezzo altissimo per le economie dell'area), quando quasi sempre i tagliagole dell'Isis, che si facciano esplodere con le bombe come a Bruxelles o sparino con i Kalashnikov come al Bataclan, sono nati in quelle stesse città?

Cordiali saluti

Franco Pelella

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