Senza un passo indietro di Renzi e dei suoi fedelissimi non sarà possibile alcuna alleanza della sinistra
Caro direttore, Michele Serra, riflettendo sulla non entusiastica accoglienza della proposta di Giuliano Pisapia di una unità della sinistra interna ed esterna al Pd, è tornato ad affrontare il problema della sinistra dura e pura (ma perdente) che, secondo lui, non vuole fare alcun compromesso con la sinistra renziana e che considera Renzi un corpo estraneo al Pd (Quella sinistra del no, no, no; La Repubblica, 9/12/2016). La mia opinione è che il difetto della proposta di Pisapia non è tanto quella di venire da un politico che ha votato Si al referendum; in fondo è vero che per mettere d’accordo le due anime della sinistra non si può pretendere che chi si offre di fare da pontiere sia un duro e puro. Il difetto è quello di non aver espresso chiaramente una opinione sul ruolo che, nell’eventuale e futura alleanza tra le due anime delle anime, dovrà essere assunto da Renzi e dai renziani di stretta osservanza. La mia opinione è che né Renzi nè i suoi fedelissimi, dopo i danni fatti, dovrebbero assumere la carica di segretario del Pd o di Presidente del Consiglio; essi dovrebbero avere l’umiltà di fare un passo indietro e di consentire a chi non ha condiviso (parzialmente o integralmente) le scelte politiche fatte di avere un ruolo politico di primo piano. Ma soprattutto è scontato che essi dovrebbero prendere le distanze da Alfano e Verdini; senza una chiara scelta politica da parte di Renzi e dei renziani ogni discorso relativo ad una futura alleanza della sinistra è destinato a cadere. Il problema, quindi, non è, come sostiene Pisapia, che c’è una sinistra che ritiene il Pd ormai geneticamente modificato e non più recuperabile e una sinistra che invece ritiene possibile, in prospettiva, un’alleanza con il Pd; il problema è che un’alleanza delle varie anime della sinistra è subordinata a determinati comportamenti da parte di chi ha la maggioranza dei consensi all’interno del Pd, comportamenti che denotino una riflessione seriamente autocritica sulle scelte politiche di fondo fatte finora dal governo Renzi.
Cordiali saluti
Franco Pelella