Logo

La finanza contro l’uomo

Il messaggio di Papa Francesco, nel corso dell’ultimo week-end, è stato molto chiaro: si salvano le banche e si lasciano morire migliaia di uomini e bambini, che non vengono debitamente assistiti. 
Le parole del Pontefice sono sacrosante: ormai, i nostri sistemi politici ed istituzionali sono fortemente condizionati dalla finanza, per cui le ragioni economiche, spesso, vengono prima di quelle solidaristiche. 
Peraltro, la nascita di un ordine mondiale, quale quello che si è creato dopo la caduta del Muro di Berlino, ha fatto sì che ai nostri poveri si aggiungessero quelli provenienti dal Terzo Mondo, per cui le fasce autentiche di povertà sono molto più ampie di quanto non lo fossero nel secolo scorso. 
La politica, poi, compie il suo misfatto: le ragioni finanziarie fanno sì che lo stato sociale venga, di giorno in giorno, sempre più depotenziato, per cui sia l’istruzione, che la sanità e la previdenza vengono sacrificate sull’altare del risanamento dei bilanci dei singoli Stati. 
Non è un caso se, in tutta Europa, oggi lo stato sociale sia molto più fragile di quanto non lo sia stato nel corso del XX secolo, per cui diminuiscono - notevolmente - gli spazi di crescita a favore dei ceti più deboli. 
La religione rimane non solo come fattore di speranza per i più deboli, ma anche come valido e concreto sostegno in favore degli indigenti. 
Non possiamo, invero, dimenticare il grandissimo ruolo svolto dalle organizzazioni cattoliche in favore dei più poveri: dalla Caritas alle varie associazioni di volontariato, sono tutte impegnate nel dare un po’ di dignità ed un tozzo di pane a chi vive per strada, finanche dopo un recente passato di relativo agio. 
Nei prossimi decenni, le dinamiche che abbiamo - sopra - descritto, purtroppo, diventeranno sempre più evidenti, per cui non si potrà fare a meno della presenza di quanti offrono un pasto caldo a chi non ha più nulla. 
Ma, un appello alla politica non può non essere fatto, a meno che non si voglia giungere al conflitto permanente fra quanti hanno qualcosa e quanti, invece, non hanno proprio niente. 
Forse, è arrivato il momento che il sistema dei partiti smetta di essere autoreferenziale ed inizi a discutere dei problemi seri? 
Forse, sarebbe opportuno, per davvero, come ha denunciato il Pontefice, non finanziare più i grandi poteri economici e finanziari ed, invece, sostenere chi ha bisogno, in nome di un principio elementare di solidarietà verso il proprio simile? 
O, forse, l’economia della società post-industriale non può fare a meno di ceti indigenti, privi di qualsiasi bene? 
Ed, allora, non sarebbe più equo ripensare l’intero sistema, per evitare che, dallo stridore attuale, non nasca un conflitto permanente, che farebbe molto male a tutti gli uomini, credenti o laici che siano? 



Rosario Pesce

 

nt-family:"Arial","sans-serif";color:black'>E alla domanda, che tutti ci poniamo, su cosa significhi resuscitare, ha insistito sul fatto che veramente Dio «restituirà la vita al nostro corpo riunendolo all’anima … I nostri corpi saranno trasfigurati in corpi gloriosi. Questa non è una bugia! Noi crediamo che Gesù è risorto, che Gesù è vivo in questo momento. E se Gesù è vivo, voi pensate che ci lascerà morire e non ci risusciterà? No! Lui ci aspetta, e perché Lui è risorto, la forza della sua risurrezione risusciterà tutti noi». E ha aggiunto: «La trasfigurazione del nostro corpo viene preparata in questa vita dal rapporto con Gesù, nei Sacramenti, specialmente l’Eucaristia. Noi che in questa vita ci siamo nutriti del suo Corpo e del suo Sangue risusciteremo come Lui, con Lui e per mezzo di Lui». E bellezza ultima: «mediante il Battesimo … già partecipiamo alla vita nuova, che è la sua vita …. Abbiamo in noi stessi un seme di risurrezione, quale anticipo della risurrezione piena che riceveremo in eredità … Il corpo di ciascuno di noi è risonanza di eternità, quindi va sempre rispettato». Queste considerazioni ci richiamano alla responsabilità, ma insieme ci danno speranza: «Siamo in cammino verso la risurrezione. Vedere Gesù, incontrare Gesù: questa è la nostra gioia! Saremo tutti insieme – non qui in piazza, da un’altra parte – ma gioiosi con Gesù. Questo è il nostro destino!».

 

Sia questa la fede viva e vissuta che dà sapore alla nostra vita.

Antonio Riboldi - Vescovo

 

Condividi quest'articolo

Altri articoli di Economia


Un weekend al "Mercato Nero".

27–28 marzo 2026 | Mercato Nero, Via Marino Caracciolo – Atripalda (AV) Il Mercato Nero di Atripalda ospita questo fine settimana due serate che mescolano performance d'arte contemporanea, musica dal vivo e una balera moderna.[...]

Contattaci

  • Telefono: 347/ 5355964

  • Email: solofraoggi@libero.it

  • Email: ilcomprensorio@libero.it

Seguici