Logo

Italia, Governo ... Un’Europa assente

Nel dramma delle nostre popolazioni del Centro Italia si evidenzia l’assenza dell’Europa, visto che, nonostante gli eventi calamitosi degli ultimi mesi, nessun progetto ad hoc è stato creato dall’U.E. per venire incontro ai bisogni degli sfollati e di quanti sono rimasti privi di casa. 
È vero che il nostro Governo, utilizzando l’argomentazione della difficile e costosa ricostruzione, ha chiesto di fatto all’Unione Europea di poter sforare i vincoli di bilancio, previsti dalla normativa europea, ma è altrettanto ovvio che una simile richiesta nasconde in sé qualcosa di meramente strumentale, dato che, molto probabilmente, sarebbe stata avanzata indipendentemente dalla vicenda sismica. 
Il dramma di questi giorni, purtroppo, si manifesta in forma duplice: per un verso, l’altissimo numero di cittadini che, rimasti privi di un’abitazione, sono alla ricerca - dapprima - di una soluzione provvisoria che non li porti lontano dai loro luoghi natii, e poi, il bisogno avvertito da molti di una ricostruzione che sia autentica e che non riprenda gli errori commessi a L’Aquila. 
In tale cornice, la solvibilità finanziaria dei progetti di rifacimento dei tessuti urbanistici andati distrutti è questione non secondaria, visto che, come da abitudine del nostro Paese, si rischia di avere danaro, finanche, copioso per affrontare l’emergenza e, poi, viene meno quello necessario per affrontare l’aspetto strutturale di una siffatta crisi. 
Non solo danaro statale, ma è necessario anche il danaro comunitario e quello privato, visto che, fra la scossa dello scorso 24 agosto e quella dell’altro giorno, sono andati giù i centri fra i più importanti di ben due regioni. 
Purtroppo, in tali casi, si può registrare, inoltre, un uso distorto dei media: infatti, come è accaduto a L’Aquila, passata l’emergenza, nessuno più va a filmare le aree colpite dal sisma, per cui si continua ad ignorare che il centro storico del capoluogo abruzzese è, ancora, fermo alla messa in sicurezza successiva al sisma e che nulla o poco è stato fatto per riportare la vita laddove, un tempo, giovani studenti universitari ed i loro docenti animavano una delle realtà più belle del Centro Italia. 
Sarebbe giusto se un segnale molto forte dall’Unione Europea giungesse in questi giorni, anche con l’invio di tecnici pronti a collaborare con i nostri ovvero con la definizione di progetti di riqualificazione urbanistica, che mettano in sicurezza quei centri che, fortunatamente, o non sono stati colpiti dalla scossa o non risultano danneggiati in modo gravissimo, così da evitare che, al prossimo evento sismico, possa venire giù un’altra parte della nostra Italia medioevale o rinascimentale. 
Sarà, finalmente, unita e solidale l’Europa nel dolore e nella sofferenza di quanti, oggi, piangono i morti o i danni economici del sisma? 
Forse, un’Europa unita aiuterebbe il nostro Paese ad essere più compatto nei momenti di crisi ed a sentirsi, per davvero, un’unica nazione, così come dovremmo fare da un secolo e mezzo a questa parte. 



Rosario Pesce

 

Condividi quest'articolo

Altri articoli di Politica


Contattaci

  • Telefono: 347/ 5355964

  • Email: solofraoggi@libero.it

  • Email: ilcomprensorio@libero.it

Seguici