Matteo Renzi è stato più brillante ma meno convincente del professor Zagrebelsky
Caro direttore, il dibattito tra Matteo Renzi e il professor Gustavo Zagrebelsy dell’altro ieri ha provocato reazioni differenziate; molti hanno detto che ha vinto Renzi, altri hanno detto invece che il professor Zagrebelsky è stato più convincente. Io penso che sicuramente Renzi è stato più brillante di Zagrebelsky ma questo era inevitabile essendo Renzi un politico abituato ai dibattiti e all’uso del mezzo televisivo. Michele Serra ha scritto che ognuno dei due ha parlato delle cose che più gli premevano (Zagrebelsky la democrazia, Renzi il governo) quasi senza sfiorarsi; ma la mia impressione è che i due non si sono sfiorati perché Renzi sfuggiva costantemente, parlando spesso di altri argomenti rispetto a quelli che si discutevano, mentre Zagrebelsky ha tentato costantemente (risultando anche noioso e troppo professorale) di rimanere sui testi legislativi e sul merito del rischio di avere una pessima riforma costituzionale abbinata ad una pessima legge elettorale. Eugenio Scalfari, invece, ha scritto che ha vinto Renzi sulla base di un solo elemento e cioè l’affermazione di Zagrebelsky (un evidente lapsus) che la politica renziana tende all’oligarchia; Scalfari ha avuto buon gioco nell’affermare che l’oligarchia è la classe dirigente, a tutti i livelli e a tutte le epoche, e che Renzi nei suoi comportamenti non è un’oligarca ma un monarca (ma la stessa cosa voleva sostanzialmente dire anche Zagrebelsky). Io sono, comunque, convinto che il confronto sia stato vinto dal professor Zagrebelsky perché egli, nel corso del dibattito, ha fatto molti rilievi alla riforma costituzionale e alla legge elettorale che Renzi non è stato in grado di smentire.