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Caro professor Barbagallo, il mondo non sta andando a pezzi

Caro direttore, lo storico Francesco Barbagallo ha scritto un articolo di commento allo stato di salute del mondo dopo la fine del ventesimo secolo (Le vite impaurite nel mondo globale; La Repubblica-Napoli, 12/8/2016). Secondo il professor Barbagallo: “La fine del XX secolo e del comunismo sovietico produssero tre grandi sciocchezze. La prima di tipo politologico-filosofico: la fine della storia. La seconda di tipo economico-ideologico: la congiunzione tra il mercato e la democrazia. La terza a livello geopolitico: la formazione di un nuovo ordine mondiale. A distanza di un solo valutiamo appieno la catastrofe di queste illusioni. Altro che benessere e pace diffuse. Non ci sono mai state tante guerre e conflitti, tanto sfruttamento e ingiustizie, tanta insicurezza e paura. La globalizzazione, realizzata con la diffusione del mercato capitalistico e col predominio del capitale finanziario in tutto il mondo, ha eroso sempre più la sovranità degli stati, determinando l’esaurimento della politica e il deperimento delle pratiche democratiche”.

Non sono d’accordo col professor Barbagallo. Un anno e mezzo fa rispondendo ad analoghe preoccupazioni di alcuni giornalisti e politici statunitensi lo psicologo canadese Steven Pinker e lo studioso Andrew Mack scrissero un importante articolo per sostenere che il mondo non sta andando a pezzi (The World Is Not Falling Apart; Slate, 22/12/2014). Ecco quello che sostennero: “E’ difficile credere che oggi siamo in un pericolo più grande di quello corso durante le due guerre mondiali, o nel corso di altri momenti pericolosi come i periodici confronti nucleari durante la Guerra Fredda, i numerosi conflitti in Africa ed Asia, ognuno costato milioni di vite umane, o durante la guerra di otto anni tra Iran e Iraq che minacciò di bloccare il flusso del petrolio attraverso il Golfo della Persia e di paralizzare l’economia mondiale…Il mondo non sta andando a pezzi. La specie di violenza rispetto alla quale la maggior parte della gente è vulnerabile – omicidi, stupri, percosse, abusi infantili – è in rapido declino nella maggior parte del mondo. Le autocrazie si stanno trasformando in democrazie. Le guerre tra stati – di gran lunga i più distruttivi tra tutti i conflitti – sono tutte quasi obsolete”.

Cordiali saluti

Franco Pelella –

 

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