Solofra. Consiglio Comunale: baffone urla conto proprio o … conto terzi?
Il pomeriggio di venerdì 5 agosto 2016, si è tenuto il consiglio comunale in sessione straordinaria per la obbligatoria presa d’atto dello statuto dell’Ente d’Ambito per la gestione del ciclo dei rifiuti (LR 16/2016).
Ha relazionato, per competenza funzionale, l’Assessore ai rifiuti, che, l’altra volta ha relazionato anche sui debiti fuori bilancio. Per compensazione, mi aspettavo che questa volta, sui rifiuti, relazionasse l’Assessore al bilancio, … ma fa niente: si tratta di una mera formalità, … ‘na babbezza, direbbe il Governatore!
Ove non ci fosse stata la presa d’atto nei termini, sarebbe stato nominato un commissario ad acta.
Nulla di grave. Ad esempio, il Presidente della Regione Campania (Decreto n° 156 del 12.07.2016 BURC n°48 del 18.07.2016), per la mancata adesione all’EIC del Comune di Solofra entro il 13 aprile 2016, ha già nominato commissario ad acta il Prof. Giovanni Colucci (Commissario Straordinario dell'ATO 1).
A Solofra, gli amministratori, non sanno far di conto. Il Comune doveva aderire all’EIC entro 15 giorni dalla pubblicazione dello Statuto sul BURC, avvenuta il 29/03/2016 (DGR n. 107 del 22/3/2016, BURC n. 19 del 29/3/2016), quindi entro il 13/04/2016. La delibera di adesione all’EIC del Comune di Solofra (C.C. n° 38/2016), è stata invece adottata il 14 aprile 2016: un giorno dopo la scadenza del termine perentorio!
Per non incorrere nel medesimo errore si è cercato di prender atto per tempo dello Statuto dell’Ente d’Ambito per la gestione del ciclo dei rifiuti, ma le cose si sono complicate: la minoranza ha presentato interpellanze ed interrogazioni e pretendeva di parlare di cose serie e concrete come la mancata fornitura dell’acqua a tanta parte dei cittadini solofrani tartassati da un’emergenza idrica di cui non si vede la fine.
Con insolita arroganza e prepotenza, il Presidente del consiglio comunale, ha impedito in tutti i modi che si parlasse dell’acqua, nascondendosi dietro il regolamento e urlando a più non posso contro il consigliere De Stefano. Ora, è vero che, per regolamento, interrogazioni e interpellanze vanno discusse nelle adunanze ordinarie (art. 51 comma 4), ma è altrettanto vero che il regolamento non vieta affatto che le stesse possano essere discusse nelle adunanze straordinarie e/o che in queste si possa discutere di cose serie!
Non ho mai visto il Presidente Gaeta così aggressivo. Tanto era nervoso ed agitato, che ho persino temuto per la sua salute: faceva caldo, … ed ha anche un’età! …
Nella concitazione ha persino “minacciato” di espellere dall’aula il consigliere De Stefano: cosa che non è nei poteri del Presidente, che può disporre solo l’allontanamento del pubblico che disturba la seduta. Quanto ai consiglieri, poi, il Presidente, al massimo, e solo se pronunciano parole sconvenienti sulla vita privata e/o sulle qualità personali di alcuno, può richiamarli all’ordine e togliergli la parola (però solo sul singolo tema trattato), dopo averli ammoniti almeno due volte!
Il consigliere De Stefano, non è un noto provocatore o un pericoloso sobillatore di masse contro l’impero: il 5 agosto, in piena estate, dopo aver atteso per circa un’ora che la maggioranza giungesse in aula, voleva semplicemente discutere di un’emergenza sociale ed avere chiarimenti sulle misure poste in essere dall’amministrazione e dall’Irno Service per alleviare i disagi che i cittadini solofrani vivono sulla loro pelle a causa della costante carenza d’acqua potabile dai rubinetti!
Devo però, sinceramente, dire che l’esercizio conto terzi del ruolo di “novello baffone” che urla a più non posso contro il dottore De Stefano non si addice affatto al Presidente Gaeta: … in questo si è dimostrato più efficace e determinato il suo mandante!
Nella vita, però, le cose cambiano rapidamente, … figurarsi, poi, in politica: nel consiglio comunale del 17 giugno 2016, tenutosi in seconda convocazione, dopo la solita silenziosa replica della striminzita maggioranza (otto consiglieri più la certa assenza del solito consigliere oltre a Masino!), sembrava che qualcuno - anelando il tricolore - volesse scuotere il torpore della politica e parlare alla città “per riaffermare un diverso e più intenso impegno”. Ma il rientro in maggioranza del taciturno “Don Masino” ha scombussolato tutto, ponendo anche fine a desideri ed ambizioni altrui …
Il conto è presto fatto. Data per certa la presenza di Masino e la solita assenza del solito consigliere, è stato necessario riallinearsi, essendo venuta meno la possibilità dell’ipotetico esercizio del potere interdittivo del singolo: … al massimo, si sarebbe tornato ai soliti consigli comunali in seconda convocazione!
Così il novello oratore è tornato ad “ad annullarsi nella maggioranza”, a negare che manca l’acqua, che il servizio idrico viene costantemente interrotto dall’Irno Service senza avvisare l’utenza e che la stessa Irno Service non ha trasmesso gli obbligatori atti contabili di bilancio richiesti dal revisore dei conti!
Il mantra dell’amministrazione e dell’Irno Service è sempre lo stesso: … negare sempre! … come quei mariti che, colti a letto nudi ed in flagranza d’adulterio, negano strafottentemente l’evidenza davanti alle mogli!
mariomartucci